12 Settembre 2026 - 15:23

Regno Unito, oltre 540 agenzie di scommesse chiuse e 4.500 posti di lavoro persi dopo l’aumento delle tasse

Il settore regolamentato delle scommesse nel Regno Unito continua a subire la pressione dell’aumento della fiscalità e dei costi operativi. A lanciare l’allarme è il Betting and Gaming Council (BGC),

14 Agosto 2026

Il settore regolamentato delle scommesse nel Regno Unito continua a subire la pressione dell’aumento della fiscalità e dei costi operativi. A lanciare l’allarme è il Betting and Gaming Council (BGC), secondo cui ulteriori incrementi delle imposte potrebbero tradursi in nuove chiusure, perdita di posti di lavoro e minori investimenti.

Dallo scorso Budget, oltre 540 agenzie di scommesse presenti sulle high street britanniche hanno chiuso, mentre circa 4.500 posti di lavoro sono andati persi.

Il dato si inserisce in una contrazione del comparto retail che prosegue da anni. Dal 2019, infatti, il numero delle agenzie di scommesse nel Regno Unito è diminuito di circa 3.000 unità, con oltre 15.000 posti di lavoro persi e una riduzione complessiva delle attività superiore a un terzo.

Le agenzie ancora operative sostengono circa 37.500 posti di lavoro nel Paese e contribuiscono a generare flussi di clientela per le attività commerciali vicine, mantenendo un ruolo consolidato in molte strade commerciali e comunità locali.

Secondo il BGC, il retail betting deve inoltre essere considerato all’interno di un settore regolamentato del gioco e delle scommesse che nel complesso sostiene 109.000 posti di lavoro, contribuisce per 6,8 miliardi di sterline al valore aggiunto lordo dell’economia britannica e genera oltre 4 miliardi di sterline l’anno di entrate fiscali per l’erario.

L’associazione respinge quindi l’idea che le agenzie di scommesse siano attività marginali e sottolinea il loro peso economico e occupazionale. Allo stesso tempo, mette in guardia dal rischio di equiparare gli operatori autorizzati e sottoposti a regolamentazione con le attività criminali o illegali che operano al di fuori del mercato regolamentato.

Il mese scorso il Tesoro britannico aveva respinto le accuse secondo cui le politiche fiscali del governo sarebbero responsabili delle chiusure, sostenendo che le aliquote delle imposte sul gioco applicate alle agenzie fisiche non sono cambiate.

Una posizione che il BGC considera però insufficiente. Secondo l’associazione, infatti, gli operatori di grandi dimensioni gestiscono le attività retail e online come parti integrate dello stesso business. Di conseguenza, l’aumento dei costi fiscali e regolamentari in un segmento finisce per influenzare anche le decisioni di investimento sull’intera attività, comprese quelle relative alle agenzie fisiche e all’occupazione.

Grainne Hurst, CEO del Betting and Gaming Council, ha dichiarato che i numeri mostrano con chiarezza le conseguenze delle recenti scelte fiscali. Secondo Hurst, il BGC aveva ripetutamente avvertito l’allora cancelliere dello Scacchiere che ulteriori aumenti delle tasse avrebbero portato a perdita di posti di lavoro, chiusure e minore crescita.

Tra le decisioni più recenti, l’associazione cita quella di Betfred, che ha annunciato la chiusura di 132 agenzie, mettendo a rischio oltre 600 posti di lavoro.

Particolarmente contestato dal BGC è inoltre il raddoppio dell’imposta sul gioco online. Secondo Hurst, il Tesoro non può considerare questi aumenti come misure che colpiscono esclusivamente il comparto digitale, perché gli operatori gestiscono le attività online e retail in modo integrato.

A questa pressione, avverte l’associazione, si aggiungerà l’aumento dell’imposta sulle scommesse sportive online, destinato secondo il BGC a incidere ulteriormente sui margini degli operatori e a mettere sotto pressione occupazione e investimenti. L’associazione teme inoltre ripercussioni sui finanziamenti e sulle sponsorizzazioni a favore dello sport britannico.

Per Hurst, le agenzie di scommesse rappresentano ancora una componente importante delle high street britanniche. Ulteriori aumenti della pressione fiscale rischierebbero quindi di produrre più locali vuoti, meno occupazione e minori investimenti, oltre a ridurre le risorse destinate allo sport.

Il BGC conclude sottolineando anche il possibile effetto sul mercato illegale: secondo l’associazione, una fiscalità eccessivamente pesante per gli operatori autorizzati potrebbe finire per rafforzare il mercato nero del gioco, caratterizzato da minori tutele e dall’assenza dei controlli previsti per gli operatori regolamentati.

PressGiochi