Il consorzio britannico di ricerca Local Health and Global Profits (LHGP) ha chiesto al governo del Regno Unito di ampliare il divieto sulle sponsorizzazioni sportive da parte degli operatori di
Il consorzio britannico di ricerca Local Health and Global Profits (LHGP) ha chiesto al governo del Regno Unito di ampliare il divieto sulle sponsorizzazioni sportive da parte degli operatori di gioco privi di licenza, estendendolo anche agli operatori autorizzati e alla pubblicità sulle piattaforme online e digitali.
La richiesta è stata presentata nell’ambito della consultazione avviata dal Department for Digital, Culture, Media and Sport (DCMS) sul divieto delle sponsorizzazioni sportive da parte delle società di gioco senza licenza, conclusasi il 9 settembre. Il governo non ha ancora comunicato le proprie decisioni.
Secondo LHGP, tuttavia, limitare il provvedimento agli operatori privi di licenza non sarebbe sufficiente a ridurre i rischi associati al gioco d’azzardo. Il consorzio – un programma di ricerca quinquennale da 9 milioni di sterline finanziato da UK Research and Innovation (UKRI) e che coinvolge, tra le altre, le Università di Bath, Cambridge, Edimburgo e Sheffield – sostiene che l’esposizione continuativa alla pubblicità del gioco sia associata a un aumento della partecipazione al gioco e dei danni correlati, soprattutto tra giovani e soggetti vulnerabili.
LHGP richiama inoltre il cosiddetto «balloon effect», ovvero lo spostamento degli investimenti pubblicitari verso canali alternativi quando vengono introdotte restrizioni in un determinato ambito. Per questo motivo propone di estendere le limitazioni anche alla pubblicità digitale e sui social media, dove gli operatori possono ricorrere a targeting basato sui dati, algoritmi e tecniche di persuasione comportamentale.
LHGP chiede infine che il divieto sulle sponsorizzazioni degli operatori non autorizzati abbia una data di entrata in vigore certa e precedente alla stagione calcistica 2027/28, senza rinvii dovuti alle pressioni dell’industria. A sostegno della necessità di un intervento rapido, il consorzio ha citato una ricerca secondo cui nel solo primo fine settimana della Premier League sono stati rilevati oltre 27.000 messaggi legati al gioco d’azzardo, più di 5.000 durante una singola partita, con circa un terzo della trasmissione televisiva contenente almeno una pubblicità di gioco.
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