15 Aprile 2026 - 15:09

Regno Unito: il governo si scontra con l’industria, il prelievo sulle corse ippiche resta al 10%

Il settore delle corse ippiche ha espresso il proprio disappunto per l’annuncio del Ministro per il Gioco d’Azzardo, la Baronessa Twycross, secondo cui il prelievo sulle scommesse ippiche (Horserace Betting

26 Marzo 2026

Il settore delle corse ippiche ha espresso il proprio disappunto per l’annuncio del Ministro per il Gioco d’Azzardo, la Baronessa Twycross, secondo cui il prelievo sulle scommesse ippiche (Horserace Betting Levy) rimarrà invariato.

Parlando alla Camera dei Comuni, il ministro laburista Ian Murray ha comunicato la decisione a nome della Baronessa, sottolineando che essa è stata motivata dalla convinzione condivisa che le corse ippiche rappresentino un contributo significativo all’economia e al panorama sportivo britannico. Di conseguenza, le corse ippiche sono l’unico sport a beneficiare di un prelievo imposto dal governo, pari al 10% dei profitti lordi annuali dei bookmaker che riescono a generare oltre 500.000 sterline dalle scommesse sulle corse ippiche britanniche.

Il prelievo è gestito e riscosso dall’Horserace Betting Levy Board (HBLB), che utilizza poi i fondi per migliorare il settore – che si tratti di allevamento dei cavalli, progressi scientifici o formazione veterinaria. Nel 2025, il gettito del prelievo ha raggiunto i 108 milioni di sterline, superando i 105 milioni del 2024.

Oltre all’aumento registrato, la Baronessa Twycross ha indicato due motivi principali per cui il prelievo rimarrà allo stesso livello: il primo riguarda i più ampi cambiamenti fiscali sul gioco d’azzardo introdotti con il Bilancio autunnale 2025.

Già a novembre, il Cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves ha annunciato che la Remote Gaming Duty aumenterà dal 21% al 40% a partire da aprile, mentre la General Betting Duty (GBD) salirà dal 15% al 25% a partire da aprile 2027. Sebbene ciò inciderà in modo significativo su tutti gli operatori con offerte online, è importante notare che le corse ippiche britanniche saranno esentate dall’aumento della GBD, che rimarrà quindi al 15%, oltre a beneficiare del prelievo del 10% sulle scommesse ippiche nel Regno Unito.

Inoltre, la Baronessa Twycross ha dichiarato che il governo è contrario all’estensione del prelievo alle competizioni internazionali, mantenendo di fatto l’attuale struttura che include solo le scommesse sulle corse britanniche.

Il governo ha spiegato che, con la tassa già esistente, il rapporto tra corse dei cavalli e scommesse in Gran Bretagna è considerato sufficiente, anche grazie alle opportunità di guadagno per il settore.

Il discorso si riferisce direttamente ai risultati della revisione del prelievo sulle corse ippiche fatta dal governo precedente, valida fino al 24 aprile 2024.

«Il governo resta fermamente impegnato a sostenere le corse ippiche. Accogliamo con favore le iniziative volte a migliorare la governance del settore, modernizzare il calendario delle corse e migliorare il benessere dei cavalli. Continueremo a supportare la BHA e gli altri stakeholder del settore per raggiungere questi obiettivi», ha concluso la Baronessa Twycross.

 

La British Horseracing Authority, cioè l’ente che regola le corse dei cavalli in Gran Bretagna, non è affatto soddisfatta della decisione del governo di non modificare la tassa sulle scommesse. Il suo amministratore delegato, Brant Dunshea, ha definito deludente il fatto che ci siano voluti quasi tre anni per arrivare a una conclusione che non porta alcun cambiamento, sottolineando che il settore ippico spende molto più di quanto riesce a guadagnare dalle scommesse.

Dunshea ha anche criticato il governo per incoerenza, perché in precedenza aveva sostenuto che un aumento del contributo sarebbe stato necessario per sostenere l’ippica, mentre ora afferma il contrario senza spiegazioni chiare. A rendere la situazione ancora più difficile contribuiscono altri fattori, come il calo di pubblico dopo la pandemia e l’introduzione di nuovi controlli sulle spese dei giocatori, che potrebbero ridurre ulteriormente le entrate.

Secondo la BHA, anche se sulla carta la tassa è pari al 10% dei profitti degli operatori, nella realtà all’ippica arriva meno del 3%, una quota molto più bassa rispetto a Paesi come Francia e Irlanda. Tutto questo sta aumentando le tensioni sia tra il mondo delle corse e quello delle scommesse, sia all’interno dello stesso settore ippico, dove le principali organizzazioni hanno visioni diverse sul futuro.

PressGiochi