L’aumento della tassazione sul gioco online nel Regno Unito potrebbe rafforzare la competitività degli operatori illegali e indebolire il mercato regolamentato. È l’allarme lanciato dal Betting and Gaming Council (BGC)
L’aumento della tassazione sul gioco online nel Regno Unito potrebbe rafforzare la competitività degli operatori illegali e indebolire il mercato regolamentato. È l’allarme lanciato dal Betting and Gaming Council (BGC) sulla base di una nuova analisi realizzata da H2 Gambling Capital, secondo cui l’inasprimento del prelievo fiscale rischia di accelerare la migrazione dei giocatori verso siti offshore.
Dal 1° aprile 2026, la Remote Gaming Duty è passata dal 21% al 40%, mentre un ulteriore incremento della Remote Betting Duty è previsto per aprile 2027. Secondo il BGC, la combinazione tra maggiore pressione fiscale e riduzione dei payout (RTP) degli operatori autorizzati renderà le offerte illegali sempre più attraenti.
Lo studio evidenzia come il volume delle giocate sugli operatori offshore sia già aumentato in modo significativo, passando da 5 miliardi di sterline nel 2019 a 16,6 miliardi nel 2026. Se il trend dovesse proseguire, il turnover del mercato illegale potrebbe raggiungere 36 miliardi di sterline entro il 2031.
Parallelamente, la quota di mercato dell’offerta illegale online è destinata a più che raddoppiare, passando dal 10% del 2025 al 22% nel 2031, mentre quella degli operatori regolamentati scenderebbe dal 90% al 78%. In pratica, oltre una sterlina su cinque giocata online finirebbe fuori dal circuito autorizzato.
Anche i ricavi del mercato illegale sono destinati a crescere rapidamente. H2 Gambling Capital stima infatti un incremento da 685 milioni di sterline nel 2025 a 1,4 miliardi nel 2031, pari a una crescita media annua di quasi il 13%. Nello stesso periodo, il mercato regolamentato britannico dovrebbe registrare una crescita pressoché nulla (+0,2% annuo), con una contrazione reale stimata intorno al 12%.
La chief executive del Betting and Gaming Council, Grainne Hurst, ha criticato apertamente la strategia fiscale del Governo: “Gli aumenti delle imposte stanno consegnando agli operatori illegali un vantaggio competitivo. Se il settore regolamentato diventa meno competitivo, i consumatori non smetteranno di scommettere: si rivolgeranno semplicemente al mercato nero, dove non esistono verifiche sull’età, strumenti di tutela del giocatore né contributi fiscali per il Paese.”
Secondo il BGC, l’industria del gioco autorizzato garantisce oggi oltre 109.000 posti di lavoro, versa 4 miliardi di sterline l’anno di imposte e rappresenta una fonte di finanziamento fondamentale per numerosi sport britannici. Una perdita di competitività del comparto regolamentato rischierebbe quindi di tradursi non solo in minori entrate fiscali, ma anche in un indebolimento delle tutele per i consumatori.
Dal canto suo, il Governo britannico sostiene che il gioco online presenta costi operativi inferiori e un maggiore livello di rischio rispetto ad altre forme di gioco, giustificando così l’aumento della tassazione. Lo stesso HM Treasury, tuttavia, riconosce che una parte dei giocatori potrebbe reagire spostandosi verso operatori non autorizzati.
Il tema centrale resta quello della channelisation, ossia la capacità del mercato regolamentato di mantenere i giocatori all’interno dell’offerta legale. Secondo il BGC, una politica fiscale eccessivamente penalizzante potrebbe compromettere proprio questo equilibrio, favorendo la crescita del mercato illegale anziché aumentare stabilmente il gettito fiscale.
PressGiochi
Fonte immagine: Churchil-statue-Parliament-Square_by_Laurence-Norah






