Il Governo britannico ha confermato un aumento del 25% delle commissioni per le licenze rilasciate dalla Gambling Commission, che entrerà in vigore dal 1° ottobre 2026. La decisione, annunciata dal
Il Governo britannico ha confermato un aumento del 25% delle commissioni per le licenze rilasciate dalla Gambling Commission, che entrerà in vigore dal 1° ottobre 2026. La decisione, annunciata dal Department for Culture, Media and Sport (DCMS) al termine della consultazione pubblica sul finanziamento dell’autorità di regolazione, punta a garantire maggiori risorse al regolatore in un momento in cui il settore è chiamato ad attuare le riforme previste dalla revisione del Gambling Act e ad affrontare crescenti obblighi di compliance.
La consultazione, svoltasi tra il 27 gennaio e il 30 marzo 2026, aveva preso in esame tre possibili scenari: un aumento generalizzato del 30%, uno del 20% oppure un incremento del 20% accompagnato da un ulteriore 10% destinato esclusivamente al contrasto del gioco illegale. Dalle 47 risposte ricevute – provenienti principalmente da operatori, fornitori e associazioni di categoria – è emersa una netta opposizione sia all’ipotesi del 30% sia alla quota aggiuntiva vincolata. Il Governo ha quindi scelto una soluzione intermedia, fissando l’aumento al 25% senza prevedere una destinazione specifica delle maggiori entrate.
L’incremento non sarà uniforme per tutte le categorie di licenza. Le society lotteries manterranno infatti le attuali tariffe, per evitare che maggiori costi riducano le risorse destinate alle finalità benefiche. Diversa la situazione per gli external lottery managers, che saranno invece soggetti all’aumento pieno del 25%.
Anche le licenze personali, le licenze operative supplementari, i permessi per singole apparecchiature, le richieste di modifica delle licenze e i cambi di controllo societario registreranno un incremento del 25%, mentre la prima quota annuale continuerà ad essere pari al 75% della tariffa ordinaria.
Una delle novità più rilevanti riguarda i bookmaker operanti negli ippodromi, titolari delle licenze general betting (limited). Per questa categoria le commissioni non saranno più calcolate in base ai giorni di attività, ma sul Gross Gambling Yield (GGY), criterio già utilizzato per altre tipologie di licenza. Secondo il DCMS, il nuovo sistema eliminerà le distorsioni del modello precedente e renderà più proporzionato il contributo richiesto agli operatori. In base alle stime governative, il 44% dei bookmaker interessati pagherà addirittura meno rispetto all’attuale sistema, mentre un ulteriore 53% subirà soltanto un aumento di 22 sterline, passando da 230 a 252 sterline. Per gli operatori di maggiori dimensioni, invece, le commissioni cresceranno in misura più significativa: quelli con un GGY superiore a 100 milioni di sterline vedranno l’incidenza delle fee salire da circa lo 0,10% allo 0,15% del GGY.
Secondo il Governo, l’aumento delle commissioni è indispensabile per consentire alla Gambling Commission di continuare a svolgere efficacemente le proprie funzioni. Il regolatore registra infatti un disavanzo strutturale di circa 4 milioni di sterline all’anno e, nonostante il nuovo incremento tariffario, dovrà comunque individuare altri 8 milioni di sterline di risparmi attraverso misure di efficientamento nei prossimi cinque anni. Il DCMS ha inoltre respinto la richiesta degli operatori di introdurre gli aumenti in modo graduale, sostenendo che un’applicazione dilazionata avrebbe costretto la Commissione a proseguire con i deficit di bilancio oppure a ridurre attività considerate prioritarie.
Parallelamente, il Governo ha confermato che il contrasto al gioco illegale non sarà finanziato attraverso una quota dedicata delle nuove tariffe, come ipotizzato inizialmente durante la consultazione. Per rafforzare le attività di enforcement contro gli operatori non autorizzati, la Gambling Commission potrà invece contare su 26 milioni di sterline di finanziamenti diretti del Tesoro, distribuiti nell’arco di tre anni.
L’aumento delle commissioni arriva in una fase particolarmente delicata per il mercato britannico del gioco. Gli operatori stanno infatti già affrontando l’introduzione del nuovo statutory gambling levy, le modifiche alla fiscalità del settore e i costi legati all’attuazione della riforma del Gambling Act. Secondo il Governo, tuttavia, le commissioni continueranno a rappresentare una quota limitata del Gross Gambling Yield degli operatori e il rafforzamento delle risorse della Gambling Commission è ritenuto essenziale per sostenere le attività di vigilanza, contrastare il mercato illegale e accompagnare l’implementazione delle riforme previste dal White Paper del 2023.
Nelle prossime settimane la Gambling Commission comunicherà a ciascun operatore la nuova fascia tariffaria di appartenenza, che sarà determinata sulla base dei dati contenuti nelle dichiarazioni regolatorie relative all’esercizio 2025-2026. Dal 1° ottobre prenderà così il via il nuovo sistema di contribuzione, destinato a ridefinire il finanziamento della regolazione del gioco nel Regno Unito.
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Fonte immagine: Churchil-statue-Parliament-Square_by_Laurence-Norah






