23 Settembre 2020 - 19:12

Regione Toscana: all’unanimità, l’ok allo stop della pubblicità dei giochi

Puglia. Di Bari (M5S): “L’Osservatorio è solo un piccolo passo verso l’azzeramento del GAP” Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità questo pomeriggio una mozione che mira ad intervenire

26 Ottobre 2016

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Puglia. Di Bari (M5S): “L’Osservatorio è solo un piccolo passo verso l’azzeramento del GAP”

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità questo pomeriggio una mozione che mira ad intervenire “in merito alle iniziative legislative parlamentari concernenti il divieto della propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro e ulteriori misure per contrastarne la diffusione”.

 

L’atto, che è stato presentato da numerosi consiglieri del Pd, vede come firmatarie le consigliere Alessandra Nardini e Serena Spinelli.

Con la mozione, come ha spiegato Nardini illustrandola in aula, si impegna il presidente della Giunta regionale ad attivarsi presso il Parlamento per arrivare velocemente all’approvazione delle iniziative di legge contro la diffusione del gioco d’azzardo, ad attivarsi “ai fini di un più efficace contrasto al fenomeno del gioco patologico”, anche “introducendo l’utilizzo della carta sanitaria per poter usare le slot machine, in modo da impedirne l’accesso ai minori e alle persone a cui sia stata diagnosticata una ludopatia”; ad attivarsi, infine, per predisporre interventi di sensibilizzazione “con particolare riferimento alla promozione di campagne di educazione e informazione volte a contrastare il fenomeno della ludopatia anche dal punto di vista culturale”.

Come ha ricordato la consigliera, si raccomanda anche, riguardo all’aspetto della propaganda pubblicitaria, di impedire la sponsorizzazione del gioco d’azzardo in ambito sportivo, sia sulle maglie dei giocatori che sui cartelloni nei campi da gioco.

 

“Raccogliamo e sosteniamo fortemente – continua Nardini – l’appello lanciato dai Giovani Democratici della Toscana: i nostri parlamentari facciano da apripista per una svolta di buon senso e progresso, sulla quale ci sono due proposte di legge depositate in Parlamento, oltre a una campagna di comunicazione “Mettiamoci in gioco” alla quale hanno aderito Arci, Acli, Anci e numerose associazioni impegnate in ambito sociale. E insieme anche la Regione faccia la propria parte.

La Toscana, nel 2013, è stata tra le primi regioni ad approvare una legge per il contrasto al gioco d’azzardo, mettendo limiti alla diffusione e creando strumenti di monitoraggio. Sappiamo che quanto prevede il Decreto Balduzzi in materia di pubblicità al gioco d’azzardo non basta più, perché non sono certo solo i minori di 18 anni ad essere a rischio. In Toscana sono circa 20.000 le persone che praticano il gioco d’azzardo – studio edit del 2015 effettuato dall’Ars. Immaginate  quindi un Comune intero davanti alle macchinette mangia soldi! I servizi per le dipendenze (Serd) hanno preso in carico circa 1.400 giocatori patologici”.

 

“E’ chiaro che le azioni a contrasto del gioco d’azzardo patologico che vedono impegnata la Regione, insieme a tante associazioni e amministratori locali, rischiano di essere depotenziate da pubblicità accattivanti e che spesso usano testimonial famosi e modelli vincenti – prosegue Serena Spinelli – Per questo sarebbe giusto vietarne la pubblicità e prevedere l’attivazione delle slot solo tramite la tessera sanitaria, che oltre a ostacolare l’accesso ai minori darebbe la possibilità di monitorare e introdurre dei limiti alle giocate, e di escludere le persone affette da dipendenza. L’azzardo non è un gioco, ma una pratica alla base di una vera e propria malattia, la cui cura e prevenzione sono in carico al sistema sanitario regionale. In tal senso la Toscana è in una posizione avanzata, da anni realizza percorsi di formazione specifica per gli operatori sanitari e dal 2013, con la propria legge regionale, ha messo dei limiti alla diffusione esponenziale di slot e videopoker. E soprattutto ha lanciato una battaglia culturale, per diffondere il messaggio che chi gioca ha molte più probabilità di rovinarsi piuttosto che di vincere. E che i gravi danni sociali ed economici, non riguardano solo le persone affette da dipendenza e le loro famiglie, ma colpiscono tutti, anche chi non gioca”.

 

“Su questo tema la nostra Regione non è certo ai blocchi di partenza – continuano Nardini e Spinelli – oltre alla legge del 2013, all’istituzione dell’Osservatorio, poche settimane fa la Giunta ha redatto linee d’intervento ben precise su informazione, prevenzione, formazione e cura – di concerto con enti locali e operatori del settore, finanziandole con 3,5 milioni di euro. Grazie anche all’impulso della Toscana e di altre Regioni, il Governo ha stanziato 50 milioni all’anno per la prevenzione e la cura del gioco d’azzardo patologico. La Toscana avrà 6,3 milioni per i prossimi due anni, e con la delibera di qualche giorno fa ha stabilito le nuove le linee d’indirizzo per le aziende sanitarie. Saranno attivati un sito web, un numero verde, iniziative di sensibilizzazione e informazione, anche nelle scuole, e definito il logo regionale “no slot” per gli esercizi commerciali virtuosi. L’osservatorio regionale si occuperà di monitorare e di coordinare le attività, rafforzando ulteriormente la collaborazione con il terzo settore, i medici e gli enti locali, perché questa è una battaglia che possiamo vincere solo tutti insieme” .
Durante la discussione in aula, Claudio Borghi (Lega nord) ha annunciato voto favorevole, sottolineando però che “se volesse, il Governo potrebbe risolvere alla radice il problema. Invece non lo fa, perché per le casse dello Stato l’introito derivante dal gioco d’azzardo è in continuo aumento”.

 

Andrea Quartini (M5S) ha ricordato che “solo in Toscana nel gioco d’azzardo vengono spesi oltre 4 miliardi” e che “è un insulto al buon senso che la pubblicità al gioco d’azzardo sia fatta dagli sportivi e sia presente sulla maglia dei calciatori”.

Anche Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra) ha annunciato voto favorevole ponendo l’accento “sull’ipocrisia generale, per cui si dice di non far pubblicità quando poi è lo Stato a incassare” e sul fatto che “il nodo del problema sia davvero una questione culturale, parte dall’idea di poter fare il botto senza impegno”.

Serena Spinelli (Pd) si è augurata una maggiore attenzione su un problema così grande. “In Toscana abbiamo investito molto su questo tema – ha detto – ma è necessario intervenire in maniera più organica e su tutto il territorio”.

 

PressGiochi

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