06 Agosto 2020 - 09:59

Regione Puglia. Conca: “Riaprire immediatamente migliaia di attività del gioco legale”

Il consigliere regionale Mario Conca ha scritto ieri al presidente della Giunta regionale Michele Emiliano per chiedere la riapertura delle attività legate al gioco legale. “Presidente Emiliano, le scrivo per

28 Maggio 2020

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Il consigliere regionale Mario Conca ha scritto ieri al presidente della Giunta regionale Michele Emiliano per chiedere la riapertura delle attività legate al gioco legale.
“Presidente Emiliano, le scrivo per dar voce a migliaia di attività commerciali che, per anni, hanno assicurato un reddito a più di 10 mila famiglie nella sola regione Puglia. Mi riferisco a tutti quei codici Ateco che afferiscono al mondo del gioco legale, sale giochi, sale biliardo, sale slot, centri scommesse, club, etc…chiuse dall’8 marzo e nell’incertezza più deprimente. Sono davvero pochissime le attività ancora chiuse nelle nostre città, per questo le chiedo di fare l’impossibile per garantirgli il sacrosanto diritto di lavorare, ci sono tutte le condizioni di legge.
Per molti di loro, questo calvario, sta diventando davvero insostenibile, ingiusto, discriminate e profondamente incostituzionale. Le utenze e gli affitti si accumulano, non sanno se, come e, soprattutto, quando riapriranno. Ci sono assembramenti ovunque, l’irrefrenabile movida, tantissime attività vengono esercite in spazi molto più angusti, che peccato hanno fatto? Come tutte le altre attività, anche loro potrebbero far rispettare gli obblighi di contenimento, le distanze interpersonali e tutte le disposizioni previste dai DPCM e dalle ordinanze regionali. Hanno bisogno di ricominciare al piu presto per evitare chiusure dopo anni di sacrifici, i costi fissi stanno minando la sostenibilità finanziaria e la stabilità psicofisica di molti. Queste imprese, peraltro, sono state escluse dalle misure di finanziamento previste dalla sua Giunta Regionale e non potranno neanche indebitarsi per far fronte al mancato incasso. Mi riferisco alla misura Start, al Microcredito e al Titolo II, figli e figliastri.
Sembra che il destino si sia accanito proprio contro coloro che assicurano entrate per 11 miliardi all’anno, contro chi è stato tassato dallo Stato durante l’emergenza sanitaria, per un ulteriore 0,50%, per aiutare lo sport. Ma se non lavorano che tasse pagheranno? E se davvero la incostituzionalità facesse profilare un danno erariale? A cosa è servita la modifica della legge 43?
Sono imprenditori e non criminali, mediamente giovani, ma su di loro insistono tabù e pregiudizi anacronistici. Il gioco d’azzardo patologico non centra assolutamente nulla, il proibizionismo ha fallito sin dal principio con Adamo ed Eva, passando per il gangster Al Capone e giungendo alla legge Merlin. Questi centri rappresentano un presidio contro il gioco illegale, sono iper controllati da questure e prefetture, tenerli ancora chiusi sta consentendo alla malavita, al contrario, di appropriarsi di spazi difficili da controllare e contrastare. I portali com stanno sottraendo gettito fiscale facendo la fortuna di capitali stranieri. Ci sono lestofanti nella categoria del gioco legale? Certamente si, come ve ne sono tra i politici, medici, avvocati, dirigenti, imprenditori di tutti gli altri settori merceologici, etc… Generalizzare in nome di un falso perbenismo ignorante non è più tollerabile. Presidente Emiliano, agisca ad horas oppure dica chiaramente in faccia quello che pensa, basta ipocrisie.
Devo stigmatizzare, infine, la schizofrenia e il doppiopesismo italiano, visto che da una parte nelle tabaccherie si può giocar al lotto istantaneo ogni cinque minuti, si può puntare al superenalotto per l’agognato jackpot e si possono acquistare Gratta e Vinci da 20 euro, anche durante il lockdown. Dall’altra parte non si possono puntare due euro su una partita di uno dei tanti sport varcando l’uscio di un centro scommesse. Siete da TSO, posso dirlo?
Spero che quanto scritto la faccia riflettere muovendola a pietà, ma, soprattutto, a consequenzialità”.

 

 

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