09 Agosto 2020 - 16:44

Regione Lazio. Corrado (M5S): “La modifica alla legge sul gioco tutela le amministrazioni contro i contenzioni dei gestori”

“L’emendamento inserisce all’interno della legge regionale che noi abbiamo sul GAP e di contrasto al gioco d’azzardo il requisito ulteriore di valutazione che hanno poi anche i Sindaci che emettono

20 Febbraio 2020

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“L’emendamento inserisce all’interno della legge regionale che noi abbiamo sul GAP e di contrasto al gioco d’azzardo il requisito ulteriore di valutazione che hanno poi anche i Sindaci che emettono ordinanze sul territorio in materia di contrasto al gioco d’azzardo e ordinanze restrittive spesso degli orari di apertura e di chiusura delle slot, piuttosto che di regolamenti ad hoc volti proprio a contrastare la diffusione del fenomeno. Inserisce il requisito dell’esigenza di tutela della salute e della quiete pubblica. È importante perché spesso le ordinanze sindacali vengono impugnate dai gestori e dai detentori delle slot e delle videolottery quando le Amministrazioni procedono, in realtà, ad una valutazione anche di concerto con le ASL rispetto all’impatto sulla salute pubblica della piaga del gioco d’azzardo. È una valutazione che mancava all’interno della legge e che, a mio avviso, è fondamentale perché ci sono studi ampiamente dimostrati, ma anche valutazioni ripeto delle nostre ASL, che dimostrano la forte correlazione che c’è tra alcune patologie e la dipendenza dal gioco d’azzardo”.

 

E’ quanto ha dichiarato il consigliere Valentina Corrado del M5S in Regione Lazio durante l’approvazione delle modifiche alla legge regionale sul gioco d’azzardo.

 

“Le proposte sono diverse- ha proseguito -: vanno dall’eliminazione di qualsiasi proroga prevista dai Comuni ulteriore ai diciotto mesi già previsti per l’adeguamento fino alla riduzione da cinque anni a uno, due o quattro anni.
Siamo aperti anche a rivedere l’impostazione dell’eliminazione totale della proroga, ma quantomeno cerchiamo di ridurre questa previsione di cinque anni, perché ‒ ripeto ‒ è una proroga che si aggiunge ai diciotto mesi che già vengono previsti dalla norma per l’adeguamento. Se facciamo delle norme, poniamo dei limiti, questi limiti sono già in vigore e gli esercenti devono adeguarsi, poi non possiamo continuare a rimandare, sostanzialmente, l’entrata in vigore delle disposizioni che stabiliamo per arginare un fenomeno”.

PressGiochi