01 Ottobre 2020 - 20:04

Regione Friuli. Piccin (Misto) propone modifiche alla legge sul gioco: “Numerosi i risultati mancati”

È stata ufficialmente presentata in Consiglio regionale la proposta di legge della consigliera Mara Piccin (Gruppo misto) che prevede sostanziali modifiche alla legge vigente sul contrasto patologico, approvata nel febbraio

27 Aprile 2015

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È stata ufficialmente presentata in Consiglio regionale la proposta di legge della consigliera Mara Piccin (Gruppo misto) che prevede sostanziali modifiche alla legge vigente sul contrasto patologico, approvata nel febbraio 2014.

“A un anno dall’approvazione della legge non sono stati raggiunti i risultati auspicati, questo perché le misure attuali – sottolinea Piccin – si rapportano al problema con un approccio soft, solo lievemente incisivo rispetto alla problematica, in quanto, oltre all’istituzione del marchio regionale ‘Slot-Free-FVG’ e alla previsione di una distanza minima di insediamento di attività che prevedano locali da destinare a sala da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco lecito da luoghi definibili sensibili, nessun intervento persuasivo nei confronti degli esercenti, a togliere le macchinette dai propri locali, è contemplato nella normativa”.

“Contro questo problema sociale – spiega la consigliera del Gruppo Misto – va invece assicurato un approccio hard e maggiormente efficace al tema, che parta da una maggiorazione permanente del 2% dell’Irap per i locali con le slot e la riduzione dell’1% per due anni a chi rimuove gli apparecchi: solo introducendo un sistema premiale di questo genere si potrà arginare il triste fenomeno”.

Un modo per scoraggiare la diffusione di slot nelle città friulane, che nelle intenzioni di Piccin dovrebbe riguardare tanto le nuove quanto le vecchie installazioni. “Facendo attenzione a non incorrere nell’incostituzionalità e nella violazione della libertà commerciale, è presente nella proposta di legge una norma per estendere la validità del distanziometro previsto dall’attuale normativa anche a chi rinnova il proprio titolo abilitativo”.

“Il mio auspicio – conclude – è che la proposta di legge non sia terreno di scontro politico e possa giungere in tempi brevi in Aula, dove la discussione e gli eventuali emendamenti remino nella stessa direzione: debellare la malattia del gioco”
PressGiochi