03 Febbraio 2023 - 14:47

Regione Calabria. Opposizione contro modifiche alla legge sul gioco. Bruni: “Consiglio costretto a rinviare il voto”

“Alla fine la maggioranza è stata costretta a rinviare il voto sulle modifiche alla Legge contro il gioco d’azzardo per le quali ho espresso in Consiglio Regionale la mia amarezza

29 Novembre 2022

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“Alla fine la maggioranza è stata costretta a rinviare il voto sulle modifiche alla Legge contro il gioco d’azzardo per le quali ho espresso in Consiglio Regionale la mia amarezza e la mia totale contrarietà perché non sono state rispettate le procedure previste. Alla fine per mancanza del numero legale il voto è stato rimandato e questo è soprattutto frutto di un grande lavoro di squadra da parte dell’opposizione che è sempre unita quando c’è da tutelare la salute dei calabresi ed è una buona notizia anche per iniziative future”.

Lo afferma Amalia Bruni, leader dell’opposizione in Consiglio Regionale dopo che ieri la mancanza del numero legale ha costretto l’Aula a sospendere la seduta.

 

Durante la seduta che si è tenuta ieri in Consiglio, Giacomo Pietro Crinò (Forza Azzurri), relatore della proposta ha illustrato il testo che interviene a modificare la legge regionale 26 aprile 2018 numero 9, al fine di disciplinare più efficacemente la regolamentazione delle fasce orarie entro le quali è consentito l’esercizio del gioco tramite gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del Regio decreto, eliminare la distinzione tra esercizi commerciali e rivendite di genere ed intervenire in merito alle distanze. Crinò ha evidenziato che le disposizioni dei commi 3 e 4 dell’articolo 16 si applicano esclusivamente alle nuove concessioni, rilasciate successivamente alla data del 3 maggio 2018, e ha dichiarato che la legge non comporta nuovi oneri a carico del bilancio regionale.

Secondo il consigliere Davide Tavernise (Movimento Cinque Stelle) le modifiche proposte rappresentano “un passo indietro” nella lotta alla ludopatia da parte del Consiglio regionale, intervenendo in peius sia sulle fasce orarie sia sulla distanza delle sale da gioco dai luoghi ritenuti sensibili. “Sono capaci solo di responsabilizzare l’amministrazione regionale a discapito delle amministrazioni locali, in particolare i Sindaci, cui verrebbero sostanzialmente trasferite le competenze in materia di limitazioni. Ho presentato un emendamento che prevede la chiusura di tutte le sale slot in Calabria a mezzanotte, la sua approvazione sarebbe significativa dell’attività di contrasto alla ludopatia da parte del Consiglio regionale”.

Contrario alla proposta Ferdinando Laghi (De Magistris Presidente), perché considera le conseguenze economiche negative per la maggior parte dei giocatori e anche la dipendenza patologica che può essere indotta dal gioco, evidenziando che le norme introdotte dalla legge regionale 9 del 2018 sono rimaste inapplicate. “Giudico, per contro, le modifiche proposte capaci esclusivamente di depotenziarle, aumentando le competenze e le connesse responsabilità in capo ai sindaci e creando, altresì, potenzialmente disparità di trattamento tra gli esercenti di un Comune rispetto ad un altro” ha detto.

 

“Tornando alla legge – spiega Bruni in una nota –  il 19 ottobre abbiamo discusso ampiamente ed animatamente questa proposta in Commissione Antindrangheta, poi l’8 novembre ci sono state tre audizioni in Prima Commissione e ho atteso con trepidazione la discussione in Commissione Sanità, visto che la Proposta di Legge era stata assegnata anche alla Terza Commissione ma, con mio grande stupore, mercoledì 23 novembre la PL, con un autentico colpo di mano, è stata discussa di nuovo in Prima Commissione ed è stata approvata definitivamente per essere portata in Consiglio.

Mi chiedo com’è mai possibile che si è deciso di non completare l’iter procedurale e di non affrontare in Commissione Sanità una tematica così delicata e così strettamente connessa alla salute dei cittadini calabresi?

Questa maggioranza stravolge i procedimenti, per come evidenziato anche dalla Corte dei Conti per altre situazioni, e l’opposizione certo non può stare a guardare. Purtroppo credo che questa maggioranza ha proposto e giustificato la modifica della legge per tutelare gli interessi economici degli esercenti e delle aziende che forniscono i giochi, ma questo non è corretto come punto di partenza. Il punto di partenza è, e deve esserlo per tutti, la cura dei pazienti calabresi e la tutela della Salute pubblica della nostra comunità.

Non condivido la scarsa attenzione da parte dell’intera maggioranza e del Commissario ad Acta alla Sanità nei confronti di un problema sociale e sanitario che destabilizza intere famiglie e getta sul lastrico (con il rischio che possano entrare nel pericoloso circuito dell’usura) tanti cittadini e tante cittadine calabresi. A fronte di questi pericoli sono state presentate modifiche che di fatto cancellano gli strumenti più efficaci per contrastare la ludopatia riducendo il distanziometro, ovvero la distanza dai luoghi sensibili; aumentando la durata delle ore giornaliere di gioco; delegando ai sindaci la decisione e la responsabilità delle regole da applicare, (sottoponendoli a ulteriori rischi di pressioni esterne, anche della criminalità organizzata); eliminando ogni sorta di limite per coloro che detengono le licenze prima del 2018 (diritto di prelazione)  che, tra l’altro non è consentito nel Mercato Libero) e che significa che i nostri ragazzi davanti alle loro scuole continueranno a trovare le sale slot pronte ad accoglierli a braccia aperte. Nonostante la determinazione di questa maggioranza di approvare questa legge è stata costretta a rinviarne l’esame prima del voto definitivo.  Io ho comunque espresso da tempo il mio assoluto dissenso perché non intendo essere complice di una norma che rischia di decretare la rovina di tante famiglie calabresi e continuerò la mia battaglia, come ho sempre fatto, tra la gente per tutelare la loro salute”.

 

PressGiochi