27 Settembre 2020 - 00:10

Reggio Emilia. Pratissoli: Sale slot, ora possiamo combatterle

«Hanno recepito la nostra richiesta. Fino ad oggi potevamo emettere solo sanzioni pecuniarie, ora invece di fronte agli abusi si può imporre il ripristino dell’uso o la demolizione di ciò

29 Maggio 2015

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«Hanno recepito la nostra richiesta. Fino ad oggi potevamo emettere solo sanzioni pecuniarie, ora invece di fronte agli abusi si può imporre il ripristino dell’uso o la demolizione di ciò che non è a norma». È soddisfatto Alex Pratissoli, assessore comunale alla Rigenerazione urbana, commentando l’approvazione della nuova legge regionale per arginare l’apertura di sale slot, vlt, centri scommesse e Centri trasmissione dati. Un percorso di contrasto al gioco che punta tutto sulla burocrazia, partito da Reggio già nel 2013 con la variante al Regolamento edilizio, che prevedeva la possibilità di insediare queste strutture solo in ambiti produttivi, lontano da aree residenziali e scuole. La norma è stata ulteriormente inasprita con una variante al Piano strutturale comunale (Psc), in modo da vincolare l’apertura di attività ludico-ricreative all’approvazione del Poc, il Piano operativo comunale, sottoponendola quindi al giudizio del consiglio comunale. Un modello tutto basato su strumenti urbanistici che è stato esportato in Regione, proprio dietro richiesta del Comune, della Provincia e delle altre amministrazioni reggiane. Analogamente a quanto fatto a livello comunale, con la nuova legge si è introdotto anche a livello regionale una disciplina edilizia per consentire controlli più rigorosi da parte dei Comuni nei processi di nuova costruzione e trasformazione dei locali, indipendentemente dal fatto che questo cambiamento avvenga con o senza opere edilizie. In base alla norma regionale, nell’ambito dei compiti di vigilanza e controllo del territorio, ora un Comune può infatti provvedere a sanzionare i soggetti responsabili degli abusi ordinando la demolizione o la rimozione delle opere abusive, ed intervenendo, in sostituzione dei responsabili degli abusi stessi, in caso di inadempimento e a spese degli stessi autori degli abusi. La nuova disposizione fa sì che le attività di sale gioco possano essere svolte unicamente in conformità alle previsioni del piano urbanistico comunale. Si esclude quindi la regolarizzazione degli abusi con il pagamento di una somma di denaro a titolo di sanzione pecuniaria. «Le sanzioni spesso risultavano insignificanti nei confronti di coloro verso i quali erano emesse – aggiunge Pratissoli – per questo diventa importante l’obbligo del ripristino dell’uso e la facoltà che l’ente si sostituisca in caso di inadempienza». Le nuove disposizioni edilizie – introdotte dalla giunta nella legge di bilancio votata a fine aprile – trovano applicazione anche per i procedimenti in corso. Con la stessa norma regionale, infine, la disciplina speciale è stata estesa nel campo edilizio ad attività simili alle sale da gioco in senso stretto, ed in particolare a quei locali che svolgono raccolta e trasmissione in via telematica di scommesse e giochi d’azzardo, su internet o all’estero. (e.spa.)

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