16 Maggio 2022 - 06:27

Reggio Emilia. Malferrari (Coord. Giocatori): “Il fondo statale per la lotta alle dipendenze riceve solo lo 0,1% del gettito legato a lotterie e slot machine”

Il fondo statale per la lotta alle dipendenze riceve lo 0,1% del gettito legato a lotterie e slot machine. Nella nostra provincia un centinaio le persone seguite in percorsi di

24 Gennaio 2022

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Il fondo statale per la lotta alle dipendenze riceve lo 0,1% del gettito legato a lotterie e slot machine. Nella nostra provincia un centinaio le persone seguite in percorsi di cura dalla cooperativa Papa Giovanni XXIII.

Le attività di contrasto al fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo ricevono annualmente risorse dallo Stato. Il meccanismo dei trasferimenti è però da migliorare. Ne abbiamo parlato col presidente del Coordinamento nazionale delle realtà impegnate nella lotta alla ludopatia, che è un reggiano. “Si tratta di un fondo residuale rispetto ai 10 miliardi di euro che ogni anno lo Stato incassa col gioco d’azzardo”, risponde a Reggionline.com Enrico Malferrari, Presidente Coord. nazionale gruppi per giocatori d’azzardo.

A ritenere esigue le risorse pubbliche destinate alla prevenzione e alla cura delle patologie legate al gioco d’azzardo non sono solo le realtà che intervengono su questo tipo di dipendenza. Nella sua ultima relazione, è stata la Corte dei Conti a evidenziare come meno dello 0,12% di quanto incassato dall’Erario attraverso i giochi sia confluito nel Fondo istituito alla fine del 2015 per contrastare il fenomeno. Al 2017 risale invece l’inclusione della ludopatia nei livelli essenziali di assistenza garantiti dalla sanità.

Secondo i magistrati contabili è rimasto fermo sulla carta implementare un sistema informativo pensato per tenere monitorata la dimensione del problema territorio per territorio. In Emilia-Romagna i giocatori d’azzardo in carico ai servizi negli ultimi dieci anni sono quasi triplicati arrivando a superare quota 1700. “Nella nostra provincia ne trattiamo circa un centinaio“, spiega Enrico. Di loro si occupano gli operatori della Papa Giovanni XXIII per la quale lavora Enrico Malferrari, secondo cui da mettere a punto resta una riforma organica in materia, che stabilisca ad esempio le distanze minime tra le sale da gioco e i luoghi sensibili.

PressGiochi

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