25 Settembre 2020 - 11:39

Reggio Emilia. Dalla Giunta la proposta di modificare la legge contro il Gap per disincentivare nuove apertura di sale giochi

Il modello Reggio è pronto a sbarcare in tutta la regione. E, attraverso un nuovo intervento legislativo, il “no” alle aperture di nuove sale da gioco potrebbe presto compiere un

27 Marzo 2015

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Il modello Reggio è pronto a sbarcare in tutta la regione. E, attraverso un nuovo intervento legislativo, il “no” alle aperture di nuove sale da gioco potrebbe presto compiere un fondamentale passo avanti. Lo rende noto il sottosegretario alla Giunta Regionale, Andrea Rossi, anticipando un provvedimento attualmente in discussione, pronto ad arrivare in aula a fine aprile. Quattro commi, richiesti a gran voce da Comune e Provincia, che verranno inseriti in una proposta di legge collegata alla legge di bilancio regionale, modificando la legge regionale del 2013 sulla ludopatia. Poche righe per ciascun comma, nelle quali si estendono in tutta la regione strumenti urbanistici adottati dal Comune di Reggio sulla lotta all’azzardo, disincentivando nuove aperture.

«Si tratta di quattro commi che vanno a ridurre al minimo le possibilità di realizzazione di nuove sale», aggiunge Rossi, ricordando che sono più di 3.500 le sale slot e vlt presenti nella nostra provincia.

Le proposte – Nel primo comma, si introduce una disciplina speciale per sottoporre a permesso di costruire non solo gli interventi di nuova costruzione dei locali da gioco, ma anche gli interventi di trasformazione di immobili e i cambi di destinazione d’uso.

Nel secondo, a decorrere dall’entrata in vigore della legge, vengono equiparati i locali con vlt alle sale da gioco.

Nel terzo, si stabilisce che il rilascio del certificato di conformità e di agibilità possano avvenire solo dopo un effettivo controllo da parte dei Comuni, precludendo la possibilità di ricorrere a controlli a campione e di ottenere un utilizzo immediato delle sale anche dopo l’ok sulla documentazione.

Nel quarto, infine, viene affrontato il procedimento sanzionatorio: in caso di irregolarità, il Comune deve ordinare il ripristino dei locali e la rimozione delle opere abusive. Attualmente, di fronte ad abusi, sono previste multe. Con questa norma, invece, si cercherà di arginare “burocraticamente” le nuove aperture, spingendo verso le chiusure.

 

«Abbiamo deciso di essere una comunità responsabile, che affronta in modo aperto le questioni legate alla legalità – conclude Rossi – Ed è noto che questi posti rappresentano un elemento di attrazione di denaro non sempre trasparente».

La norma, se approvata, potrebbe tuttavia scontrarsi con la legge delega del Governo, la cui bozza prevede la cancellazione di tutte le leggi regionali sul gioco in vista di un’unica normativa nazionale. In questo caso, da viale Aldo Moro hanno comunque già pronto un piano B, provando ad inserire le modifiche legislative in una delle leggi urbanistiche regionali già in vigore.

PressGiochi