06 giugno 2020
ore 13:23
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Reggio Emilia. Cantamessi (M5S): “Perché la nostra proposta anti-slot sul modello Bergamo non è avanzata di un passo?”

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Reggio Emilia. Cantamessi (M5S): “Perché la nostra proposta anti-slot sul modello Bergamo non è avanzata di un passo?”

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lNonostante sia appena stata appena approvata la delibera che rende operative le distanze delle slot dai luoghi sensibili in Emilia Romagna, l’opposizione di Reggio Emilia continua ad essere polemica contro la propria maggioranza. In particolare Ivan Cantamessi, capogruppo del M5S continua a esprimere i propri dubbi sui continui ritardi nei lavori della delibera anti-slot  basato su quello del comune di Bergamo, che vieta il gioco d’azzardo non solo a 500 metri dai luoghi sensibili, ma anche all’interno dei circoli e a cento metri da sportelli bancari, agenzie di prestiti e “compro oro”, oltre ad imporre fasce orarie di divieto e l’obbligo di esporre cartelli all’interno dei locali.

 

 

“Da allora – commenta Cantamessi – la nostra proposta non è avanzata di un passo. La Giunta si era giustificata dicendo di dovere aspettare una risposta in merito al ricorso al Tar contro la delibera bergamasca. Ma nello scorso mese di marzo il Tar della Lombardia si è pronunciato legittimando la delibera, fatta eccezione soltanto per i divieti relativi al Gratta e Vinci e al 10& Lotto. Perché la nostra proposta rimane arenata? Perché ancora non viene portata in consiglio comunale?”.

 

A quanto sembra la giunta aveva temporeggiato anche per non emettere una delibera in contrasto con la legge regionale, con le sue eventuali modifiche e con il provvedimento applicativo che l’Emilia-Romagna si apprestava a varare. Cantamessi ritiene pretestuosa questa motivazione:

 

 

“È una scusa – polemizza – e anche banale, innanzitutto perché la zonizzazione del nostro piano regolatore ha consentito già da tempo di limitare le nuove videolottery ad aree lontane da zone di particolare interesse. La nostra proposta, inoltre, non prevede vincoli territoriali. Di conseguenza può essere portata in consiglio ed eventualmente integrata in un secondo momento. Dunque perché la delibera è ferma?”.

 

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