06 Agosto 2020 - 09:13

Reggio Emilia. Al via i controlli della municipale nei confronti dei CTD; i gestori: “La ludopatia è altrove”

Un’ispezione quella avviata dal Comune di Reggio Emilia per capire se nei centro trasmissione dati siano o meno condotte attività ludico-creative. La normativa urbanistica del Comune richiede infatti una specifica

24 Agosto 2015

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Un’ispezione quella avviata dal Comune di Reggio Emilia per capire se nei centro trasmissione dati siano o meno condotte attività ludico-creative. La normativa urbanistica del Comune richiede infatti una specifica destinazione d’uso dei locali, definita B17, vincolandone l’apertura in precise zone della città, quelle industriali. A maggio, l’amministrazione ha approvato una variante al Piano strutturale comunale (Psc) in modo da vincolare l’apertura di attività ludico-ricreative all’approvazione del Poc, il Piano operativo comunale.

 

Nel mirino in particolare un centro di lardo Gerra, aperto in sordina da mesi e contro il quale il comune aveva più volte minacciato la chiiusura. Durante il blitz di ieri, non sono mancati piccoli momenti di tensione, a tal punto che uno dei soci del centro ha voluto far verbalizzare che la loro attività non ha nulla a che vedere con le scommesse, occupandosi esclusivamente di trasmissione dati.

È proprio questo infatti il nodo attorno al quale ruota l’intera questione, nel quale si aprono spiragli per coloro che decidono di aprire un locale simile. Nessuna slot, nessuna vlt. Ma sette postazioni con computer, in uno spazio di 35 metri quadrati, tappezzato tuttavia sin dalla vetrina di appelli al gioco responsabile. Perché nei centri trasmissione dati il gioco avviene altrove: in rete, attraverso società con sede all’estero, a cui i centri “forniscono” la trasmissione dati, mettendo in relazione il cliente con un bookmakers. Un’attività del tutto legale, diversa dal gioco tradizionale. Ma, come slot e vlt, finita nel mirino delle normative comunali.

 

«Non capisco questi blitz – spiega il gestore del centro – noi non siamo una sala slot, non siamo un’agenzia per le scommesse. Non eroghiamo denaro. Non capisco perché dal Comune continuino ad assalirci, quando invece basta fare pochi passi per entrare in tabaccherie dove invece sì che ci sono slot. Abbiamo una regolare licenza commerciale – specifica – quando ho aperto era tutto in regola. Se poi, dopo la nostra apertura, il Comune decide di cambiare le norme, non è che possiamo trasferire così baracca e burattini».

 

Ma in largo Gerra non ci stanno a passare come luoghi a rischio ludopatia. «La ludopatia è altrove – conclude Natale – Qui da noi vengono persone con la carta d’identità e il codice fiscale. Si registrano su un sito e giocano piccole somme. Noi guadagniamo tramite un indennizzo sul volume di gioco. Rispettiamo gli orari di apertura, siamo chiusi dopo le 20. Non creiamo problemi a nessuno in zona. E tutto ciò che avviene è registrato sul sito dell’Aams, l’agenzia delle dogane e dei monopoli, del quale rispettiamo tutte le regole e tutti i parametri». Dopo l’ispezione di ieri il Comune dovrà valutare se attivare una procedura d’infrazione per abuso.

 

PressGiochi