19 Aprile 2021 - 08:19

In nome della Legalità. Razzante (A.I.R.A.): “Non si può dire che il settore dei giochi è un settore di corrotti”

Durante il convegno in streaming online “In nome della Legalità” è intervenuto Ranieri Razzante, Docente di “Intermediazione finanziaria e Legislazione antiriciclaggio” nell’Università di Bologna e Presidente A.I.R.A. Associazione Italiana Responsabili

26 Febbraio 2021

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Durante il convegno in streaming online “In nome della Legalità” è intervenuto Ranieri Razzante, Docente di “Intermediazione finanziaria e Legislazione antiriciclaggio” nell’Università di Bologna e Presidente A.I.R.A. Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, che ha spiegato:

“A me piace parlare con quello che vedo e con quello che studio. Spesso si parla di riciclaggio che privilegia il settore dei giochi come se avvenisse solo in questo comparto, andando a guardare l’Autorità Anti riciclaggio, nel 2019 ci sono state 12847 segnalazioni, il 50% effettuate dal reparto dei giochi, la stessa nel 2020 con 10536, di cui il 50% viene dal comparto giochi, quindi il settore è uno dei più attivi nelle segnalazioni. Noi abbiamo un freeriding di regole non regole nel mercato in Europa per le nostre imprese così severe che sfido chiunque a dire il contrario, anche se un grave problema è la mancanza di una normativa unica per il settore del gioco. Le segnalazioni riguardano in maggior parte l’online, ma lo spostamento era già fisiologico prima della pandemia e quindi chi afferma che non si è attenti sbaglia due volte perché le infiltrazioni sono contrastate dalla nostra efficiente Direzione Nazionale Antimafia e anche grazie alla collaborazione con il settore. Le infiltrazioni della criminalità organizzata avvengono nella rete, alla fonte, molte operazioni vengono effettuate nel settore, ma non contro l’Amministratore delegato della “big” di turno.

Secondo quale regola giuridica si decide da parte del sistema bancario di aprire o chiudere conti a società del comparto? Vi dico da dove viene. Abbiamo cercato di far capire alle banche che continuano a leggere una norma, in maniera errata, sulla verifica che devono fare sui clienti. L’ equivoco viene da un’informazione sbagliata della pag. 33 delle istruzioni: la Banca d’Italia nel fornire indicatori di rischio elevato al punto 6 dice che le banche devono stare attente alle attività che prevedono un ingente utilizzo di contanti (settore dell’oro, cambio valuta, settore del gioco ecc…), ma non è una certezza bensì un fattore di rischio. I dati che abbiamo in possesso non ci permettono di dire che il settore dei giochi è un settore di corrotti e che quindi questi 150mila lavoratori sono fiancheggiatori della criminalità”.

 

 

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