15 ottobre 2019
ore 16:39
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Ras. Il Futuro dell’amusement deve partire da una autoregolamentazione del settore

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Ras. Il Futuro dell’amusement deve partire da una autoregolamentazione del settore

Quale sarà il futuro dell’amusement?

E’ quanto si chiede l’incontro organizzato durante la fiera Enada in concomitanza con il Roma Amusement Show dalle associazioni del puro intrattenimento che si sono riunite per l’occasione.

La Prof. Maria Francesca Renzi dell’Università Roma Tre ha illustrato lo stato dei lavori dello studio avviato un anno fa e commissionato dagli operatori: “Abbiamo studiato il fenomeno amusement per capire quali gradi di rischio ci sono nell’uso di questi dispositivi per i giovani. Dalla letteratura non abbiamo riscontrato una risposta non solo nel contesto italiano ma anche a livello internazionale. Oggi stiamo lavorando per attuare una analisi scientifica per capire questo aspetto”.

 

Presente anche il presidente di Sapar Domenico Distante che ha affermato: “Il futuro dobbiamo trovarlo nelle scelte del Governo. Mi sarebbe piaciuto vedere qualche esponente del Parlamento qui a dare il proprio punto di vista. Stiamo vivendo in un’epoca nella quale si demonizza il gioco poi si introduce la lotteria dello scontrino. Oggi abbiamo talmente tante norme contorte che ci impediscono anche di importare prodotti, tante sono le autorizzazioni da richiedere”.

 

“Dobbiamo operare e lavorare contro coloro che trattano il gioco con superficialità – ha dichiarato Vanni Ferro (New ASGI) – . Dobbiamo produrre dati che siano inconfutabili, lavorare insieme e adottare un disciplinare comune che ci permetta di salvare le nostre aziende e il nostro lavoro. Abbiamo fatto un buon lavoro nel Veneto facendo cambiare la norma che andava a castrare la nostra offerta. Quello è l’esempio di un lavoro fatto insieme che ci ha permesso di portare a casa un risultato”.

Per Mauro Zaccaria: “Abbiamo bisogno di essere ascoltati da qualcuno che possa tradurre le necessità degli operatori in una normativa corretta. Abbiamo bisogno di essere ascoltati ma anche capiti perché quando questo è successo i problemi sono stati risolti come nel caso del Veneto”.

Per il punto di vista legale è stato presente l’avv. Cino Benelli secondo il quale: “Oltre alla disomogeneità, la normativa sugli apparecchi è a macchia di leopardo, oltre alla ludofobia si affianca la gamification, come nel caso della lotteria dello scontrino. Si usa la stessa logica che si vuole combattere per fare marketing di stato. Spesso le norme primarie restano prive di attuazione. Serve – ha concluso – una divisione tra il gioco a vincita e quello senza vincita: due percorsi distinti”.

 

 

PressGiochi

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