22 Settembre 2020 - 16:11

Rai e divieto alla pubblicità dell’azzardo: attenzione alle immagini di repertorio! Ma non solo…

Se questa mattina avevamo evidenziato l’impossibilità del decreto dignità di intervenire e bandire gli sponsor presenti nei campi da calcio esteri e nelle maglie dei club internazionali, soprattutto durante le

05 Agosto 2019

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Se questa mattina avevamo evidenziato l’impossibilità del decreto dignità di intervenire e bandire gli sponsor presenti nei campi da calcio esteri e nelle maglie dei club internazionali, soprattutto durante le trasmissioni Tv di eventi di grande attrazione come la Champions League o l’Europa League, e come questo rappresenti sicuramente un valore aggiunto per gli operatori di betting che investono sulle squadre europee, che potranno sfruttare la grande visibilità, – priva di concorrenza – che verrà garantita dalle trasmissioni degli eventi in Italia, altro aspetto che avevamo deciso di approfondire in seguito è quello legato alla diffusioni di immagini di repertorio sui quali sono ancora visibili gli spot del mondo scommesse.

 

L’errore di alcune emittenti televisive, come a noi, non è sfuggito agli osservatori  più attenti.

 

Infatti, tra i vari casi di errore è caduta anche lei, la Rai – Radiotelevisione Italiana, colei che più di ogni altra avrebbe dovuto applicare l’entrata in vigore del divieto perché televisione pubblica.

 

Ebbene, il Tgr di oggi riportava le immagini della Lazio con in bella vista il marchio di Marathonbet sulla maglia dei calciatori.

 

Immagini che si presume siano di repertorio, visto che il Club ha già da tempo rimosso i loghi del bookmaker dalle proprie maglie nel rispetto dell’art. 9 del Decreto Dignità.

 

Il discorso delle immagini di repertorio e della maggior attenzione he gli editori dovranno riservare ai contenuti veicolati si estende ovviamente anche all’online.

 

Viene da chiedersi cosa fare con i contenuti che promuovono il gioco d’azzardo presenti negli archivi di centinaia di quotidiani online di tutta Italia e accessibili ‘a vita’. Impossibile pensare ad un oscuramento di questi archivi o valutare la possibilità che si vada a ricercare ed eliminare uno ad uno quegli articoli.

 

In linea teorica, incorre nell’infrazione del divieto anche chi, volendo segnalare l’errore commesso dai Tg, veicola e posta sui social le maglie sponsorizzante, diventando per assurdo un involontario ‘influencer’!

 

 

La difficoltà di applicare un divieto tanto esteso ed assoluto presenta infatti moltissime difficoltà e possibilità di errore. D’altronde ad evidenziare questa caratteristica del divieto è stata proprio l’AGCOM che anche recentemente ha ribadito la questione nella segnalazione inviata al Governo, nella quale ha ricordato le problematiche applicative della norma e rilavate durante il processo di consultazione dei soggetti investiti dal divieto di pubblicità e sponsorizzazione del gioco d’azzardo.

 

PressGiochi