“Abbiamo un milione e mezzo di famiglie in sofferenza, circa sei milioni di persone coinvolte. Eppure si continua a fare finta che non esistano. L’azzardo non è un gioco: il
“Abbiamo un milione e mezzo di famiglie in sofferenza, circa sei milioni di persone coinvolte. Eppure si continua a fare finta che non esistano. L’azzardo non è un gioco: il gioco è creatività, è relazione, è svago. Qui stiamo parlando di scommesse e di azzardo. Dobbiamo smettere di chiamarle sale giochi e chiamarle per quello che sono: sale scommesse.
La scelta delle parole non è una questione formale ma culturale, perché contribuisce a definire il modo in cui il fenomeno viene percepito dalla società e dalle istituzioni. La salute è stata estromessa dalla possibilità di contare rispetto all’azzardo. Negli ultimi anni la dimensione sanitaria è stata progressivamente marginalizzata, mentre le decisioni sul comparto sono rimaste concentrate prevalentemente in ambito economico e fiscale.
Ci sono portatori di interessi che si trovano a partecipare ai luoghi in cui si discutono le politiche di contrasto all’azzardo. Il problema non riguarda tanto l’accorpamento quanto la composizione dei nuovi organismi dedicati alle dipendenze. Inoltre, il crescente peso delle attività di lobbying e delle strategie di marketing tende a spostare l’attenzione esclusivamente sul contrasto al gioco illegale senza affrontare le criticità del mercato legale.
O si regolamenta sul serio oppure lasciamo perdere e ognuno combatta le proprie battaglie”.
Lo ha dichiarato l‘onorevole Andrea Quartini del Movimento 5 Stelle nel corso del convegno promosso dal Forum delle Associazioni Familiari “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”.
PressGiochi
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