Pasquale Chiacchio, Presidente dell’AGSI, riconosce che la questione dell’Albo dei Pvr sia complessa e che il Consiglio di Stato si sia comprensibilmente preso il tempo necessario per decidere, ma lo
Pasquale Chiacchio, Presidente dell’AGSI, riconosce che la questione dell’Albo dei Pvr sia complessa e che il Consiglio di Stato si sia comprensibilmente preso il tempo necessario per decidere, ma lo slittamento della sentenza – verrà emessa presumibilmente a fine anno – “provoca preoccupazione e confusione tra gli operatori”. E a questo punto, quindi è indispensabile un intervento dell’ADM, per “sospendere il limite di ricarica settimanale fino alla sentenza”.
Al momento, infatti, l’Amministrazione “ancora non ha dato il via all’Albo dei Pvr, proprio per attendere la decisione del Consiglio di Stato” spiega a PressGiochi. “Non ha sospeso però il limite di ricarica settimanale, e la Guardia di Finanza sta già effettuando dei controlli e sanzionando gli esercenti che non rispettato la normativa. I verbali peraltro sono anche sostanziosi. Il problema però è che il gestore di un negozio non ha nessun sistema tecnologico per controllare quante ricariche abbia fatto un cliente. Le piattaforme non prevedono alcun alert quando il cliente supera il limite, l’esercente di conseguenza non può fare altro che basarsi solo sulla memoria. Chiaramente però bisogna fare i conti con il fatto che un Pvr può avere centinaia, se non migliaia, di clienti differenti, e che in cassa si alternano diversi operatori per coprire i turni di lavoro”. A rendere ancora più caotica la situazione, il fatto che “l’esercente sanzionato a sua volta si rivolge al concessionario di riferimento. Questo limite rischia di innescare un contenzioso generale”. Per quanto riguarda i clienti, prosegue il Presidente dell’AGSI, “c’è chi di fronte al rifiuto del gestore reagisce di buon senso e si limita a ricaricare i 100 euro. Ma probabilmente c’è anche chi fa il giro dei Pvr cercando di aggirare il divieto, e probabilmente c’è anche chi si rivolge al mercato illegale. Per tutte queste ragioni auspichiamo che l’Agenzia dei Monopoli intervenga e differisca l’entrata in vigore del limite fino a quando il Consiglio di Stato non si esprima definitivamente. Anche perché se i giudici alla fine bocceranno questo limite, cosa succederà? Che intanto la rete legale avrà subito un forte danno, e una quota di clienti saranno migrati verso i canali illegali”. Chiacchio infine puntualizza: “siamo assolutamente a favore della regolamentazione, ma le norme devono essere chiare, sostenibili, e devono portare a dei risultati. E sotto questo profilo, occorre valutare un aspetto: il mercato illegale vale tra i 20 e i 30 miliardi di euro, quindi quote abbastanza importanti. I giocatori vulnerabili, siamo certi che possano essere imputati alla sola rete legale? Tutto questo caos rischia di acuire il problema, visto che non fa altro che spingere gli operatori e i clienti verso il mercato illegale”.
PressGiochi






