21 Settembre 2020 - 05:10

Puglia: tra gli abusi dei giovani, il 13,5% gioca d’azzardo. Longo (Vicepres.): “La prevenzione è fondamentale”

“Non possiamo nasconderci che il fumo, il consumo di stupefacenti, alcolici e il gioco d’azzardo, sono tra noi, sono tra i nostri ragazzi”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della regione

30 Maggio 2016

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“Non possiamo nasconderci che il fumo, il consumo di stupefacenti, alcolici e il gioco d’azzardo, sono tra noi, sono tra i nostri ragazzi”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della regione Puglia Giuseppe Longo in occasione della presentazione da parte del Dipartimento della salute del Report sul consumo di sostanze psicotrope tra gli studenti pugliesi redatto a cura dell’Osservatorio epidemiologico regionale, con la collaborazione delle istituzioni scolastiche.

 

La ricerca, condotta tra quasi 6500 studenti pugliesi di 74 scuole superiori svela come tra gli abusi e le dipendenze rientri anche il gioco d’azzardo, al quale il Parlamento pugliese ha dedicato una legge regionale, la n. 43 del 2013, che oltre a prevedere misure di terapia della patologia compulsiva, si preoccupa di tenere sale giochi e macchinette mangiasoldi a distanza di almeno 500 metri da luoghi sensibili, tra i quali i centri di aggregazione giovanile, le chiese e le scuole.

 

Dal report emerge che il 17,3% ha consumato cannabis e che il consumo aumenta passando da una prevalenza di 5,5% nei 15enni al 25,5% nei 19enni. Quanto al consumo di alcol – è detto nell’indagine – è piuttosto comune fra i ragazzi: il 57,8% ha l’abitudine di bere. L’età in cui la maggior parte dei ragazzi ha dichiarato di essersi ubriacata per la prima volta è risultata 16 anni (45,7%). L’1,8% ha dichiarato di aver consumato cocaina negli ultimi 30 giorni, con un consumo maggiore tra i 18enni. L’1,1% ha consumato ecstasy. Infine, il 13,5% gioca d’azzardo, per lo più poker e bingo.

 

Il comportamento trasgressivo contagia i giovani e li spinge ad atteggiamenti autolesionistici: è un nervo scoperto nella società, “una realtà che si preferirebbe non vedere, come se in questo modo il fenomeno si potesse esorcizzare”, ha osservato il vicepresidente Longo. Occorre una forte presa di coscienza e questa indagine aiuta a conoscere i fenomeni e soprattutto a prevenirli.

“La prevenzione delle dipendenze è di grande attualità e richiede iniziative corali. Coinvolgendo in una rete virtuosa le istituzioni, la sanità pubblica e la scuola, le strategie devono definire un programma di azioni plurale e partecipato. Saranno la risposta della società civile ad un fenomeno sociale insidioso”, ha concluso Longo. “Resta fondamentale in questa prospettiva agire sui giovanissimi, fin dalle elementari, perché una volta formati e informati adeguatamente, potranno diventare anticorpi, portatori di valori sani nella società giovanile e successivamente in quella adulta di domani”.

 

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