05 Giugno 2026 - 17:27

Pucci (Data Room Nexus): “Oltre 4,13 milioni di accessi ai siti illegali rilevati dall’Osservatorio”

“In Italia il divieto è assoluto per la pubblicità sul gioco e quindi, in virtù di ciò, ci siamo resi conto che tutta l’offerta che trovavamo sui social, o perlomeno

07 Maggio 2026

“In Italia il divieto è assoluto per la pubblicità sul gioco e quindi, in virtù di ciò, ci siamo resi conto che tutta l’offerta che trovavamo sui social, o perlomeno la stragrandissima maggioranza, era un primo indicatore concreto dell’esistenza di un circuito illegale del gioco: attivo, ma soprattutto visibile.
Siamo partiti dall’analisi dello strumento pubblicitario proprio per questo. Abbiamo individuato il momento in cui il sistema illegale smette di nascondersi, esce allo scoperto per incontrare gli utenti ed è proprio in quel momento che siamo riusciti a cercarlo, studiarlo e ricostruire il circuito illegale.

Intanto potete vedere: questo è il tipo di comunicazione che abbiamo trovato sul web e che continuiamo continuamente a incontrare. Ma volevamo anche consolidare una metodologia solida che ci consentisse di superare la mera osservazione occasionale di questo fenomeno e riuscisse a intercettare sistematicamente, prima dell’ingresso nel circuito pubblicitario, il tipo di comunicazione presente sui social network.

Guidati, ovviamente, anche dalle tecnologie e, nella fase iniziale, da specifici software di monitoraggio delle inserzioni che operano attivamente sul territorio nazionale, abbiamo individuato tre principali social network che presentavano una presenza massiccia di questo tipo di inserzioni: Facebook, TikTok e Instagram.
All’interno di questo perimetro, la scelta è caduta su Instagram come primo social da analizzare, perché la platea presente sulla piattaforma è anche eterogenea e ci ha consentito di ricostruire con precisione i comportamenti degli utenti ma, soprattutto, le strategie di diffusione di questi contenuti. Abbiamo quindi definito un modello di monitoraggio strutturato, fondato su un incrocio tra software di monitoraggio e scanning del web, sistemi di filtraggio dei contenuti e, naturalmente, strumenti di intelligenza artificiale, elaborato a partire dalle dinamiche interne di Instagram.

L’attività di monitoraggio è stata condotta nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo. Questa attività non ci ha consentito solo di intercettare i siti illegali, ma anche di articolare l’analisi secondo una sequenza operativa definita. Innanzitutto abbiamo individuato nelle inserzioni il punto di emersione del fenomeno. Ne abbiamo isolato la distribuzione al solo perimetro nazionale e abbiamo analizzato esclusivamente inserzioni dirette verso l’Italia. Da lì siamo riusciti a iniziare a ricostruire il percorso dell’utente.

In che senso? Tutto ciò che c’è tra l’interazione con l’inserzione e l’arrivo al sito di gioco costituisce un macro-mondo, approfondito nel dettaglio nel report. Quello che ci interessa evidenziare ora è che esistono sistemi intermedi di smistamento dinamico del traffico.

Quando l’utente clicca su un’inserzione non finisce direttamente sul sito di gioco, ma entra in questo macrosistema di smistamento che traccia le caratteristiche dell’utente e lo indirizza verso un sito di gioco deciso direttamente dal sistema, non necessariamente quello in cui l’utente credeva di entrare. Questo è stato il primo punto di contatto tra l’Osservatorio e i cittadini italiani.

L’attività di monitoraggio ha inoltre consentito di ricostruire l’origine di queste inserzioni e siamo risaliti con immediatezza ai profili e alle pagine degli inserzionisti. Abbiamo scoperto che a un inserzionista non corrisponde una sola inserzione: spesso questi soggetti hanno infrastrutture pubblicitarie molto più sviluppate e articolate, capaci di condurre a uno o più siti di gioco illegali.

Questo sistema di monitoraggio, che abbiamo consolidato, ha consentito di intercettare in media 4-5 siti illegali al giorno, arrivando a costruire, nel periodo di osservazione, un campione composto da 500 siti illegali attivi sul territorio nazionale.

È utile precisare che una gran parte di questi siti può presentare traffico limitato: alcuni potrebbero essere stati intercettati da poco, altri potrebbero essere finiti incidentalmente nel perimetro nazionale. Tuttavia, circa la metà di questi siti presenta sicuramente un traffico inequivocabilmente diretto verso l’Italia.
Detto ciò, i 500 siti che abbiamo individuato sono stati oggetto di molte ore di analisi. Grazie a software specifici di monitoraggio del traffico web siamo riusciti ad analizzare verticalmente ciascun sito.

In questo modo abbiamo ricostruito il volume di traffico generato da ogni sito e le principali modalità di intercettazione degli utenti sul web.
I dati complessivi dell’Osservatorio presentano oltre 4 milioni di accessi di utenti italiani attivi su questi siti illegali, per un totale di 4,13 milioni.
Su questi 500 siti intercettati siamo riusciti ad avere dati concreti e abbiamo selezionato una top 10 utilizzando, come parametro principale, il volume di traffico attraverso due indicatori: il numero di utenti italiani che hanno giocato su queste piattaforme e il numero di accessi effettuati, quindi quante volte ogni utente è entrato in questi siti illegali.

Quello che possiamo notare è un traffico estremamente dinamico. Teniamo presente che il nostro lavoro si sviluppa nel 2026 e abbiamo siti che nei mesi precedenti risultavano “N.A.”. N.A. significa che il sito, in quel mese, sul web non esisteva: è nato il mese successivo.
Quello che vediamo, quindi, è davvero il traffico attuale, ciò che sta accadendo in questo momento. Possiamo fotografarne l’evoluzione.
Arriviamo così al secondo gruppo di dati. Come anticipato, abbiamo condotto un’analisi finalizzata a profilare le principali modalità di accesso degli utenti a questi siti. Forse è più efficace vederla al contrario: come questi siti intercettano gli utenti sul web.

In primo luogo troviamo il traffico direct, che rappresenta il principale indicatore del grado di fidelizzazione degli italiani verso queste piattaforme. Parliamo di utenti che conoscono già il sito e lo cercano attivamente digitandolo su Google o direttamente sul motore di ricerca. Esistono anche casi in cui gli utenti salvano il sito nei preferiti perché, evidentemente, si sono trovati bene. Oppure casi di siti che circolano tramite app di messaggistica a circuito chiuso, come gruppi WhatsApp o canali Telegram.

Su quest’ultimo punto è opportuno chiarire che non c’è casualità. Si tratta di un materiale che richiede due livelli di accesso consapevole al circuito illegale. Il primo è la richiesta di accesso a questi gruppi chiusi; il secondo è la volontà di accedere ai siti che circolano all’interno di questi gruppi, nei quali gli utenti si consigliano reciprocamente, dicendo ad esempio: “oggi c’è una forte offerta di bonus su questo dominio piuttosto che su quello che circolava la settimana prima”.
Accanto al traffico direct troviamo il traffico organic, che definiamo il “cugino” del traffico direct, ma che è nettamente diverso. È il caso in cui l’utente effettua ricerche generiche sul web, principalmente cercando bonus o vantaggi competitivi sulla singola sessione di gioco, e può imbattersi direttamente in questi siti attraverso Google.

Un altro fenomeno fondamentale, che oggi accenniamo ma che sarà protagonista delle future analisi, è il traffico referral, quindi link provenienti da altri siti.
Le casistiche sono principalmente due. La prima riguarda influencer che, soprattutto su YouTube, mentre giocano direttamente su questi siti, condividono nel box descrizione il link per consentire agli utenti di accedervi, promettendo vantaggi aggiuntivi. Ad esempio, entrando su Boomerang Bet tramite il canale di un influencer, l’utente potrebbe ottenere un bonus maggiore rispetto a chi vi accede direttamente.

La seconda casistica riguarda decine di pagine web dedicate ai cosiddetti “migliori casinò non ADM”. Ognuna di queste pagine rimanda a decine, se non centinaia, di siti illegali attraverso offerte di bonus e vantaggi sulla singola sessione di gioco.

Troviamo poi il traffico display, cioè l’interazione con banner e contenuti visual sul web. In fase residuale troviamo invece email e social network.
La voce social presenta dati apparentemente bassi e qualcuno potrebbe chiedersi: “come è possibile, se avete intercettato 500 siti direttamente da Instagram?”. In realtà bisogna tornare al concetto del sistema intermedio di smistamento dinamico del traffico web.

L’utente clicca sull’inserzione, entra nel macrosistema di smistamento e le piattaforme di monitoraggio del traffico non rilevano il passaggio diretto dal social, ma quello dalle piattaforme intermedie.”

Lo ha dichiarato il Dott. Filippo Pucci di Data Room Nexus partecipando oggi a Roma all’evento di Presentazione dell’Osservatorio sul gioco online illegale.

 

PressGiochi