12 Settembre 2026 - 15:24

Pubblicità gioco d’azzardo. Gualzetti (Consulta Antiusura): “Il divieto va applicato integralmente, senza eccezioni né aggiramenti”

La Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II interviene nel dibattito sulla comunicazione e la promozione del gioco d’azzardo, richiamando istituzioni e mondo dello sport a una responsabilità condivisa. Il

11 Agosto 2026

La Consulta Nazionale Antiusura San Giovanni Paolo II interviene nel dibattito sulla comunicazione e la promozione del gioco d’azzardo, richiamando istituzioni e mondo dello sport a una responsabilità condivisa. Il presidente Luciano Gualzetti sottolinea i rischi legati a pubblicità indiretta, sponsorizzazioni e testimonial e ribadisce il legame tra azzardo, sovraindebitamento, usura e impoverimento delle famiglie.

«Il dibattito in corso sulla pubblicità dell’azzardo che vede ministri e alte cariche del mondo sportivo, conferma quanto questo tema richieda una responsabilità istituzionale condivisa e una vigilanza costante. La Consulta Nazionale Antiusura – spiega il presidente Gualzetti – ribadisce che il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo deve essere applicato integralmente, senza eccezioni e senza aggiramenti attraverso forme indirette, sponsorizzazioni mascherate o testimonial che rendono attrattivo il gioco.

Le nostre Fondazioni registrano quotidianamente che l’azzardo è una delle principali cause di sovraindebitamento, e che proprio dall’indebitamento patologico nascono situazioni di usura, dipendenza e impoverimento familiare. Per questo è indispensabile che ogni comunicazione che possa favorire il settore venga attentamente monitorata e, quando necessario, fermata.

La tutela delle famiglie e dei cittadini più fragili passa attraverso tre direttrici:
– piena applicazione del divieto di pubblicità dell’azzardo,
– vigilanza rigorosa su ogni forma di aggiramento,• aggiornamento degli strumenti normativi e di solidarietà per rispondere alle nuove fragilità sociali.

La Consulta conferma la propria posizione: l’azzardo non è un gioco, ma un fenomeno che alimenta povertà, indebitamento e usura. La prevenzione passa dalla responsabilità delle istituzioni statali e sportive che devono anteporre alle necessità economiche quelle della salute dei cittadini, in particolare quella dei minori e dall’effettiva applicazione delle norme esistenti, nell’interesse delle famiglie e delle comunità.»

PressGiochi