18 Settembre 2020 - 17:02

Pubblicità dell’azzardo. Asteriti: “Più che richiedere nuove norme sarebbe meglio attuare quelle esistenti”

Il modo in cui la politica affronta il tema della pubblicità del gioco d’azzardo appare sintomatico di come affronti in generale il problema del gioco d’azzardo. Lo dichiara l’avv. Osvaldo

26 Maggio 2016

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Il modo in cui la politica affronta il tema della pubblicità del gioco d’azzardo appare sintomatico di come affronti in generale il problema del gioco d’azzardo. Lo dichiara l’avv. Osvaldo Asteriti da sempre in prima linea nei confronti del tema del gioco e della pubblicità.

Molti politici e personaggi che militano nel campo dell’antiazzardo chiedono in questi giorni a gran voce di vietare completamente la pubblicità dei giochi d’azzardo sui media. Richieste e proclami che non hanno portato finora ad alcun risultato.

Il divieto della pubblicità dei giochi d’azzardo, a tutela dei minori,  era stato già posto dal decreto Balduzzi nel 2012, limitatamente alle trasmissioni “rivolte” ai minori e durante spettacoli agli stessi “destinati”. La formulazione della norma consentiva una facile e abbondantissima elusione, e infatti la pubblicità dei giochi d’azzardo veniva trasmessa a qualsiasi ora e su qualsiasi rete nel corso di trasmissioni non espressamente “rivolte” ai minori, anche se dagli stessi molto seguite.

Con l’ultima legge di stabilità, un nuovo intervento, fortemente preteso, destinato a porre limiti più incisivi, che vieta di trasmettere pubblicità dalle 7 alle 22 sulle reti generaliste. Il divieto non riguardava le reti “tematiche” che continuano a trasmettere pubblicità dell’azzardo in modo massiccio, soprattutto durate eventi sportivi di grande richiamo. Non  è stato ancora emanato, peraltro, il decreto attuativo della norma previsto della legge di stabilità e comunque la pubblicità anche sulle reti generaliste viene trasmessa prime delle 7 e dopo le 22.

Ora, la richiesta di altre norme, anche da parte di chi avrebbe la responsabilità di proporle e approvarle, oltre che limitarsi a richiederne l’approvazione,  funzione che spetterebbe ai cittadini, senza responsabilità politiche precise. Mi domando se, invece che richiedere l’introduzione di nuove norme, non sarebbe meglio impegnarsi per far rispettare quelle esistenti, cercando così di affermare nel settore dell’azzardo legale un principio di legalità che la definizione promette. Mi chiedo anche se nel nostro ordinamento non esista già una norma che vieti la pubblicità di prodotti/servizi sicuramente dannosi per la salute.

Basterebbe andare a cercare nel provvedimento normativo che si occupa di pubblicità, dettandone regole e imponendone limiti e divieti: il decreto legislativo 205 del 2006, il Codice del consumo.

Ebbene si scoprirebbe che una norma che tutela i minori c’è già ed è contenuta nell’articolo 21 del Codice che vieta la pubblicità suscettibile di raggiungere i minori che possa minacciare anche indirettamente la loro sicurezza, ad esempio proponendo modelli imitativi di comportamento pericolosi, come la pratica dei giochi d’azzardo.

Abbiamo provato a denunciare la violazione di questa norma all’AGCM e ai monopoli. La prima ha osservato che la tutela dei minori dal rischio dipendenza da gioco d’azzardo è contenuta nel decreto Balduzzi, rimandando la palla ai monopoli. I monopoli si sono prontamente associati a  questo indirizzo, ribadendo come la materia risulti regolata “esclusivamente” dal decreto Balduzzi che affida ad essi ogni potestà di contestazione degli illeciti e sanzionatoria.

Verrebbe da dire: e allora? Niente, – conclude Asteriti – la conclusione è che  la violazione di una norma diversa da quelle poste nel decreto Balduzzi, anche se posta a tutela dei consumatori, non può essere applicata al gioco d’azzardo e la sua violazione è destinata a rimanere impunita. Meglio recitare il mantra “non ci sono le norme, ci vuole un’altra legge”.

PressGiochi