Prospettive del settore dei giochi in Italia, Parlati (ACMI): “Basta incertezze normative, serve dialogo con gli operatori”
Nel corso del seminario I-Com su “Prospettive del settore dei giochi in Italia”, Gennaro Parlati, presidente di ACMI, l’Associazione nazionale dei produttori e sviluppatori di giochi, ha denunciato il tempo
03 Dicembre 2025
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Nel corso del seminario I-Com su “Prospettive del settore dei giochi in Italia”, Gennaro Parlati, presidente di ACMI, l’Associazione nazionale dei produttori e sviluppatori di giochi, ha denunciato il tempo perso nel definire il riordino del settore, che sta indebolendo il comparto terrestre e rischia di far perdere il contatto con i giocatori.
Parlati ha sottolineato come i prodotti distribuiti sul territorio garantiscano sicurezza e tutela del consumatore, ma siano oggi penalizzati dall’incertezza normativa.
Il presidente di ACMI ha auspicato che il riordino diventi l’occasione per riequilibrare i rapporti con le istituzioni, finora vissuti dal settore come una “parte debole” esclusa dai tavoli decisionali. Ha ricordato il ruolo fondamentale svolto negli ultimi vent’anni dalle imprese, che hanno contribuito a bonificare il mercato eliminando circa 800.000 videopoker, una “macchia per il Paese”, e che rappresentano un comparto industriale sano, con migliaia di lavoratori e un modello di controllo riconosciuto a livello europeo.
Parlati ha criticato l’idea di un regolamento unico basato su distanze e orari, definendolo un rischio di “farsi male da soli”, e ha chiesto un approccio “rivoluzionario” fondato sul dialogo diretto con gli operatori. Ha invitato l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a discutere con le imprese le linee guida del riordino prima della loro definizione, per evitare errori già visti in passato.
In conclusione, ha ribadito che il riordino deve partire da un nuovo metodo di confronto e da un riconoscimento del ruolo industriale e sociale del settore, che non può essere ridotto a meri numeri economici ma va valorizzato come servizio pubblico e come modello di riferimento in Europa.