23 Ottobre 2020 - 04:30

Proroga del SuperEnalotto? Si, ma non a carico dei tabaccai

E’ giusto dirlo: la proroga della Concessione del SuperEnalotto, decisa con il Decreto Agosto, non è stata poi una grande sorpresa.
Come afferma il Presidente della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso…

01 Settembre 2020

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E’ giusto dirlo: la proroga della Concessione del SuperEnalotto, decisa con il Decreto Agosto, non è stata poi una grande sorpresa.
Come afferma il Presidente della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, spostare l’avvicendamento tra la vecchia e la nuova concessione al 1 dicembre 2021, in luogo del 24 agosto 2020 inizialmente previsto, a conti fatti era abbastanza prevedibile, visti gli scenari difficili da prevedere a breve termine con questa tremenda emergenza Covid-19.
E su tale proroga, lo abbiamo detto fin dal primo giorno: nessun problema. Anzi, ben venga quando il legislatore decide di aiutare le aziende in un periodo di crisi.

Però, ed ovviamente c’è un però, c’è una condizione. E la condizione è che tale proroga non finisca con pregiudicare, in un modo o nell’altro, gli interessi dei ricevitori. Ad esempio quello di quei colleghi che, non avendo firmato il nuovo contratto del SuperEnalotto, aspettavano con impazienza il famoso 24 agosto per poter uscire dal contratto.
Difatti, con la proroga della concessione al 1 dicembre, risultano prorogati anche tutti i contratti ancora in vigore. Fino al 1 dicembre 2021, appunto, salvo la possibilità di recedere al 31 marzo dell’anno prossimo, come previsto regolarmente nel contratto stesso.
Una conseguenza non da poco, se consideriamo il carattere oneroso del contratto in sé (in primis il canone mensile di 167 euro + IVA o il Fondo rischi, per dirne alcuni).

Per questo motivo, FIT e STS si batteranno affinché il legislatore, avendo riconosciuto un sostanziale aiuto al concessionario, abbia lo stesso riguardo anche con noi piccoli esercenti.
E chiaramente la base della nostra richiesta è che i tabaccai ricevitori possano disdire immediatamente il contratto oppure non pagare più alcun canone fino al termine della concessione.
Dopotutto, lo dico senza provocazioni: l’emergenza epidemiologica ha colpito tutti, non solo i grandi concessionari!
Per questo FIT e STS continueranno a difendere con forza gli interessi della nostra rete.

 

 

 

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