24 Settembre 2020 - 06:19

Planzi (Osservatorio gioco online): “Standard tecnologici comuni alle diverse giurisdizioni europee permetterebbero di creare un ecosistema sicuro del Gioco Online”

La spesa generale dei giocatori online italiani nel 2014 rimane stabile, arrivando a toccare quota 728 milioni di euro. L’offerta dei giochi si è invece evoluta e ampliata notevolmente. È

21 Maggio 2015

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La spesa generale dei giocatori online italiani nel 2014 rimane stabile, arrivando a toccare quota 728 milioni di euro. L’offerta dei giochi si è invece evoluta e ampliata notevolmente. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano che lo scorso aprile ha pubblicato i risultati della Ricerca 2014-2015 a cui hanno lavorato Andrea Rangone Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Gioco Online e Marco Planzi, Responsabile della Ricerca.

Per approfondire i risultati dello studio dell’Osservatorio sulla diffusione del mercato del gioco online in Italia e fare un confronto con i mercati degli altri Stati europei, abbiamo incontrato in questi giorni Marco Planzi che ci ha spiegato a fondo gli scenari futuri di questo business.

 

“I giocatori attivi in media ogni mese – ha dichiarato Planzi a PressGiochi descrivendoci il profilo del giocatore medio italiano – passano dai 670 mila del 2013 a circa 640 mila nel 2014, confermando il trend misurato negli ultimi anni. Nel 2012 infatti i giocatori attivi erano 732 mila al mese. L’analisi dei giocatori online ha confermato anche nel 2014 il quadro già emerso negli anni precedenti, nonostante le novità a livello di offerta presenti quest’anno (Palinsesto complementare, Poker Spin&Go, Lotto, Scommesse Virtuali, Betting Exchange). Dal confronto tra giocatori online e utenti Internet emerge che circa il 4% degli utenti Internet italiani uomini e maggiorenni ha giocato almeno una volta negli ultimi sei mesi. Il calo complessivo di giocatori attivi mensili nel 2014 trova riscontro nelle principali categorie di gioco, ad eccezione dei Casinò Games, che hanno registrato un aumento di circa il 15% dei giocatori attivi mensilmente. La grandissima parte dei giocatori online è composta da uomini, mentre le donne si dimostrano poco propense al gioco. I due terzi dei giocatori sono residenti al Centro-Sud e quasi il 60% ha un’età compresa tra i 25 ed i 44 anni.

 

A quanto ammonta la spesa dei giocatori online nel 2014 e quali sono i possibili scenari del 2015?

 

La Spesa dei giocatori online italiani è stata nel 2014 pari a 728 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto 2013.La Spesa dei giocatori online cresce dello 0,4% e passa 725 a 728 milioni. La leggera crescita è l’esito di dinamiche contrapposte: da un lato aumenta la Spesa relativa alle Scommesse Sportive, ai Casinò Games, dall’altro prosegue anche nel 2013 il trend negativo di Poker e Bingo. La tendenza rilevata negli ultimi anni da parte degli operatori di gioco è quella di ampliare l’offerta di gioco, allargando il proprio portafoglio prodotti su tutti i principali giochi.Tolte alcune eccezioni di operatori focalizzati su un singolo gioco con un brand fortemente riconosciuto (come PokerStars o Tombola), i principali operatori hanno nel corso degli anni differenziato l’offerta abilitando progressivamente il Poker (su network non proprietari), le Scommesse Sportive e i Casinò Games. In un mercato in cui il numero di consumatori è in contrazione, l’offerta diversificata abilita azioni di cross-selling e d’altro canto contribuisce a conquistare e consolidare la fedeltà dei giocatori alla piattaforma di gioco. A titolo di esempio, si possono citare i casi di Betfair e Pokerstars. Il primo, leader mondiale del Betting Exchange, è entrato nel mercato italiano e ha fin da subito differenziato l’offerta, abilitando le Scommesse tradizionali, i Casinò Games e il Poker. PokerStars, leader mondiale e italiano del Poker, per far fronte alla contrazione globale del segmento, ha iniziato nel corso del 2014 ad ampliare il proprio portafoglio, avviando i Casinò Games in Spagna e attrezzandosi per il lancio delle Scommesse Sportive. In Italia l’ampliamento dell’offerta di PokerStars è previsto a breve.

 

Su quali tipologie di gioco gli italiani si sono concentrati e per quali motivi?

 

I giochi preferiti sono i Casinò Games e le Scommesse Sportive. La Spesa in Scommesse Sportive cresce dell’11% e raggiunge i 214 milioni di Euro. Tra i fattori che spiegano la dinamica positiva delle Scommesse Sportive si segnalano la presenza dei mondiali di calcio nei mesi di giugno e luglio del 2014, l’incidenza crescente del canale Mobile (Smartphone e Tablet), che ha ormai raggiunto il 25% su base mensile, i risultati ottenuti dal palinsesto complementare che ha contribuito nel 2014 al 13% della Spesa e la crescente importanza delle scommesse live. Con 257 milioni di euro i Casinò Games rappresentano più un terzo del mercato del Gioco Online in Italia, con una crescita del 7,5% rispetto al 2013. L’incremento è l’esito di dinamiche contrapposte. Da un lato, le Slot Online raggiungono 147 milioni di Spesa, in crescita del 27% rispetto al 2013, mentre la componente più tradizionale (Roulette, Blackjack, Baccarat ecc.) si ferma a 110 milioni, in calo dell’10% rispetto al 2013.

 

Ci descriva lo scenario attuale del gioco su mobile device e anche le previsioni future.

 

La Spesa generata attraverso il canale Mobile (Smartphone e Tablet) raddoppia e raggiunge i 99 milioni, con un tasso di penetrazione del mercato di quasi il 14%. Gli operatori che offrono la possibilità di giocare attraverso il canale Mobile sono 42. Le Applicazioni prevalgono sui mobile site, grazie alla loro immediatezza d’uso. Le Scommesse Sportive, grazie ad un’offerta consolidata e alla modalità ”live”, sono la tipologia di gioco più praticata con un tasso di penetrazione sulla spesa ampiamente superiore al 20%, seguite dagli Skill Games con un tasso di penetrazione di poco superiore al 10% e dai Casinò Games con una penetrazione di poco superiore al 5%. Ad oggi sono state sviluppate 176 tra App e Mobile Site per Smartphone e 101 App per Tablet da 42 operatori. Tutte offrono la possibilità di giocare in realmoney e i giochi più offerti sono i Casinò games, seguiti dalle Scommesse e dal Poker. Al momento il canale Mobile rappresenta il principale ambito di innovazione. Per gli operatori che sapranno migliorare la userexperience delle applicazioni e dei siti Mobile, questo canale rappresenterà non soltanto un canale di raccolta, ma anche un canale di acquisizione dei clienti.

 

Può farci un breve confronto dello scenario italiano del gioco online e anche di quello mobile con gli altri principali stati europei?

Il confronto con l’estero evidenzia come il Gioco Online è un settore complessivamente in crescita in Europa, sebbene con significative differenze normative che dipendono dal contesto culturale e dalle condizioni economiche di ciascun paese.Con l’introduzione degli ultimi giochi nel corso del 2014 (Scommesse Virtuali, Betting Exchange e Poker Spin&Go) l’Italia si è di fatto allineata all’offerta presente nel Regno Unito, da sempre il mercato più evoluto. La Spagna, che ha regolamentato e avviato il settore nel 2012, sta velocemente portando avanti il processo di completamento dell’offerta: nel 2015 infatti sarà possibile per gli operatori di gioco offrire il Betting Exchange e le Slot online. Francia e Danimarca invece non hanno abilitato nuove famiglie di gioco. Se consideriamo la spesa, solo il Regno Unito fa registrare un valore più elevato di quello del nostro Paese, con circa 1,5 miliardi di euro. La Francia, paese in cui è possibile giocare a un’offerta regolamentata molto limitata non paragonabile a quella italiana, ha registrato una spesa molto simile a quella dell’Italia grazie ad un importante contributo di crescita delle Scommesse Sportive. Spagna e Danimarca perseguono il loro trend di sviluppo: il mercato spagnolo cresce più del 10% e il mercato danese di quasi il 30%. I valori assoluti della spesa sono però ancora distanti da quello italiano.

 

Secondo Lei, il Governo italiano e l’Unione europea, in primis, dovrebbero intervenire in maniera più precisa sull’offerta di giochi online, vista la differenza di trattamento che vige a livello comunitario tra operatori non autorizzati e operatori con licenza?

 

La normativa italiana è all’avanguardia e, su molti aspetti, pionieristica rispetto agli altri paesi europei. Risulta difficile immaginare un impegno maggiore nel regolare il settore da parte di AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Per quanto riguarda l’Unione europea, si può notare un consistente sforzo nel comprendere e normare a livello centrale il settore. Si tratta di un impegno che l’Unione sta affrontando giustamente per gradi, insieme con i singoli paesi dell’Unione che desiderano regolamentare il settore. Rispetto agli anni scorsi si registrata una crescente attenzione delle istituzioni al settore del Gioco Online e diversi paesi come Germania, Romania, Olanda, Portogallo e Svezia stanno valutando se introdurre una regolamentazione basata su concessioni, prendendo a modello la legislazione dei paesi europei in cui il Gioco Online è normato da più tempo. La crescita del Gioco su Internet sta spingendo diversi paesi europei a dotarsi di sistemi concessori nazionali finalizzati a impedire il gioco ai minori e proteggere i consumatori dalle pratiche fraudolente e dalle malattie connesse al gioco. Se guardiamo ai paesi in cui il Gioco Online è già regolamentato, a questi obiettivi comuni ciascun paese risponde in modo differente. Ad esempio, in alcuni paesi come Svezia e Portogallo il Gioco Online è stato finora prerogativa dei Monopoli di Stato. In Italia, Spagna e Francia, solo gli operatori con concessione “domestica” sono autorizzati alla raccolta di Gioco attraverso il canale online. In Inghilterra sono autorizzati tutti gli operatori titolari di una concessione ottenuta in uno dei paesi della “white list” approvata dalla GamblingCommission.

Cresce l’interesse verso una maggiore standardizzazione tecnologica dei diversi mercati europei, finalizzata a impedire il gioco ai minori e proteggere i consumatori in modo uniforme nei diversi paesi, rafforzando nel complesso il ruolo dei Regolatori nazionali. Ciascun operatore che inizia ad operare in uno dei mercati regolamentati europei deve adeguare i propri sistemi e processi alla normativa locale. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che i business basati su internet (incluso il Gioco Online) stanno conoscendo un progresso tecnologico molto rapido grazie alla diffusione di Tablet, Smartphone e Smart TV. Lo sviluppo di standard tecnologici comuni alle diverse giurisdizioni europee porterebbe diversi benefici per il settore del Gioco Online:

  • migliorerebbe la capacità d’attrazione di tutti i mercati europei. Attraverso adempimenti tecnologici comuni, gli operatori potrebbero acquisire licenze anche in paesi con mercati di piccole dimensioni. Verrebbe scoraggiato il cosiddetto jurisdictionpicking, fenomeno per cui gli operatori di gioco scelgono di acquisire le concessioni solo nei mercati di dimensioni maggiori, continuando a operare offshore nei mercati più piccoli;
  • permetterebbe di estendere i migliori standard di tutela a tutti i consumatori europei;
  • favorirebbe l’ingresso nei sistemi concessori di molti operatori offshore con evidenti benefici in termini di sicurezza dei consumatori e gettito fiscale per gli Stati;
  • asseconderebbe l’innovazione tecnologica e di prodotto nel settore, facilitando lo sviluppo e il rilascio di nuove piattaforme e interfacce di gioco nel rispetto delle normative.

Si creerebbe così un vero e proprio ecosistema sicuro del Gioco Online europeo. Il conseguimento di questo obiettivo passa probabilmente dalla capacità dei principali Regolatori (Inghilterra, Italia, Francia e Spagna) di individuare gli opportuni spazi di standardizzazione che salvaguardano le specificità di ciascun paese. L’accordo tra i principali Regolatori influenzerebbe notevolmente nuovi paesi che intendano dotarsi di un sistema concessorio. In questo senso, si sente la necessità di uno studio a livello europeo che confronti i diversi sistemi di licenza con senso critico e con l’obiettivo di valutare l’impatto quali-quantitativo di un’eventuale standardizzazione.

Nel corso del 2014 è continuata l’azione di contrasto al gioco illegale e diversi technology provider internazionali hanno annunciato pubblicamente di aver sospeso i servizi a bookmaker e casinò offshore che operano in Italia in assenza di una concessione dell’Agenzia delle Dogane.

Bookmaker e casinò online, per offrire la gamma più ampia e innovativa di giochi permessi in ciascuna giurisdizione, si avvalgono di operatori che forniscono le piattaforme di gioco e sono specializzati nello sviluppo di nuovi giochi all’avanguardia. Per questo motivo i technology provider giocano un ruolo importante nel limitare l’operatività dei bookmaker e dei casinò illegali. I primi technology provider che hanno annunciato la sospensione dei servizi agli operatori offshore sono stati l’israeliana Playtech e la svedese NetEnt, che richiedono agli operatori propri clienti di regolarizzare la propria posizione con AAMS per evitare l’esclusione dei giocatori italiani dai loro sistemi.

 

 

Simona Brambilla – PressGiochi

 

 

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