04 Dicembre 2020 - 12:54

Piemonte. Vavolo (CGIA Mestre): “In tre anni persi 1700 posti di lavoro”

“Il comparto del gioco lecito con vincite in denaro Awp-Vlt, a fine 2019, in Piemonte ha un’occupazione di 2.550 dipendenti. Essendo un settore trasversale, i dati sono stati rilevati direttamente

20 Novembre 2020

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“Il comparto del gioco lecito con vincite in denaro Awp-Vlt, a fine 2019, in Piemonte ha un’occupazione di 2.550 dipendenti. Essendo un settore trasversale, i dati sono stati rilevati direttamente e attraverso misure camerali. Si tratta di una stima prudenziale, che rappresenta l’occupazione sostenibile. Dal punto di vista del contributo, il totale per gli apparecchi nel 2019 è di 354 milioni di euro, il 55% di tutto il settore, aggiungendo poi il gettito di tutti i contributi si arriva ai 400 milioni di euro. Una volta dimensionato il settore, è necessario capire cosa succede a livello nazionale, con il PREU raddoppiato rispetto al 2012 e con un forte inasprimento del prelievo.

La Legge piemontese – ha dichiarato Andrea Vavolo durante la presentazione del report “Il Gioco legale in Piemonte” della CGIA di Mestre con il sostegno di As.tro, Associazione degli operatori del gioco lecito e Sapar, Associazione nazionale gestoriprevede il distanziamento dai luoghi sensibili (300 metri fino a 5mila abitanti e 500 metri sopra i 5mila abitanti). Con l’accavallarsi delle normative regionali, i luoghi sensibili si sono moltiplicati e nel momento in cui viene data la possibilità ai comuni di decidere i luoghi sensibili, essi aumentano a dismisura. Le leggi regionali a cui facciamo riferimento sono quella del 20 novembre 2017 per esercizi generalisti (bar, ristoranti ecc ecc..) e quelle del 20 maggio 2019 e 20 maggio 2021, che si riferiscono alle sale che hanno ricevuto l’autorizzazione prima o dopo gennaio 2014.

Facendo riferimento al 2016 come ultimo anno pulito senza distanziometro ci sono 17mila AWP, 5mila esercizi, 999 milioni di euro e 1700 posti di lavoro in meno. Nonostante questo la raccolta del gioco lecito complessivo è aumentato di 460 milioni di euro. Nella regione Piemonte c’è stato un calo del 77% degli esercizi, che nel 2016 erano 6513 e nel 2020 sono 1616. Abbiamo poi una riduzione nella raccolta di 990 milioni di euro, una parte per la tendenza nazionale, ma quasi 791 milioni di euro derivanti dal distanziometro e questo ha aumentato il numero delle giocate effettuate per altre tipologie di gioco per 421 milioni di euro. Inoltre, c’è stato un aumento del gioco illegale, come testimoniato dalle attività della Guardia di Finanza, che confrontate con quelle del 2016, registrano un aumento dei soggetti verbalizzati e degli apparecchi illeciti sequestrati, ma soprattutto del tributo recuperato.

In calo anche il dato relativo al gettito che di conseguenza ha fatto calare il dato dell’occupazione. Nel 2016 il settore aveva 4850 dipendenti, ne ha persi poi 600 per gli inasprimenti fiscali e 1700 a causa del distanziometro. Nel 2019 il numero di dipendenti nel settore è di 2500″.

 

Nonostante il distanziometro previsto dalla Legge regionale, nel triennio 2016-2019, la raccolta in Piemonte è aumentata di 460 milioni di euro (+7%). Inoltre, i dati relativi ai controlli della GDF sul gioco evidenziano un aumento delle irregolarità riscontrate e un aumento esponenziale dell’imposta evasa che è passata da 477 mila euro del 2016 a oltre 4,5 milioni di euro nel 2018. La riduzione del numero degli apparecchi da intrattenimento stabilita dalle norme nazionali, unita all’inasprimento delle limitazioni di distanze da luoghi sensibili e degli orari di gioco da parte di norme regionali e locali, ha determinato una contrazione del mercato e un probabile incremento dei fenomeni illegali.

Gli effetti della Legge sul lavoro – Gli incassi delle slot machine sono in crollo, ma con pesanti ricadute occupazionali e un taglio netto per le entrate erariali. La stretta ha ridotto in modo significativo la presenza di Awp sul territorio. Nel periodo 2016-2019 le slot in Piemonte sono diminuite di oltre 17 mila unità, una contrazione di circa il 60%. Ancora più evidente la riduzione degli esercizi generalisti, come bar e tabacchi, in cui sono presenti apparecchi da gioco: dai 6.323 del 2016 ai 1.431 del 2019, il ridimensionamento è stato del 77,4%, ben più del doppio rispetto al taglio medio su scala nazionale (30%). A rischio ci sono naturalmente anche i dipendenti, la cui occupazione è garantita dal reddito degli apparecchi. Al riguardo, si stima una perdita di posti di lavoro pari a 1.700 unità, una valutazione prudenziale sui dati disponibili fino a dicembre 2019 che non considera ancora l’impatto del distanziometro sul settore delle sale dedicate (sale gioco e sale scommesse). La piena applicazione del distanziometro (dopo maggio 2021) potrebbe invece portare a una perdita complessiva tra i 2.870 e i 3.800 posti di lavoro rispetto al 2016.

 

Gli effetti della Legge sull’erario – La perdita annua per l’erario è pari a circa 163 milioni tra Preu e canone concessorio, un taglio che sale fino a 200 milioni di euro se si calcola anche il mancato gettito legato alla riduzione di fatturato per le aziende del settore; per quest’ultimo il calo stimato è invece di 66,2 milioni di euro all’anno. In Piemonte il comparto degli apparecchi – slot machine e videolotteries – ha garantito nel 2019 un gettito di oltre 354 milioni di euro pari al 55% del gettito relativo alla totalità di tutte le tipologie di giochi leciti. Si tratta di una cifra che supera quella del gettito di altre importanti imposte riscosse nella Regione, quali ad esempio la cedolare secca sulle locazioni e supera l’80% della Tassa sui rifiuti e dell’Addizionale Comunale IRPEF. Se questo gettito sparisse e si volesse rimpiazzarlo ogni famiglia piemontese dovrebbe versare 176€. In realtà il contributo del settore alle casse pubbliche sale a oltre 400 milioni se si considerano oltre al PREU tutte le altre forme di imposizioni che gravano sulle imprese. Paradossalmente, però, la raccolta complessiva in Piemonte per l’intero comparto non è affatto in calo: accanto alla riduzione delle giocate delle slot per 990 milioni di euro, dal 2016 al 2019 si registra un aumento delle giocate in altre tipologie di giochi per un ammontare complessivo di 421 milioni di euro. Utilizzando un criterio estremamente prudenziale e depurando tale crescita di quella parte “fisiologica” si può affermare che gli ex giocatori di Awp hanno comunque speso almeno 277 milioni di euro in altre tipologie di giochi.

 

Emergenza Covid – A causa dei periodi di sospensione dell’attività dovuti all’emergenza Covid gli operatori del settore giochi hanno subito gravissime contrazioni del fatturato. Il comparto del gioco è stato uno dei più colpiti dalla grave emergenza sanitaria e dai conseguenti provvedimenti di contenimento e ha vissuto una chiusura prolungata rispetto ad altre attività economiche. I tre mesi di stop totale da marzo a giugno (quando è iniziata la graduale riapertura), e l’ulteriore chiusura disposta con i dpcm del 24 ottobre e del 3 novembre danno luogo a due possibili ipotesi: Nello scenario ottimistico, la riduzione del fatturato medio sfiora il 40%, mentre quello pessimistico raggiunge il 45% rispetto a quello del 2019. A questo si aggiungono ulteriori fattori di criticità: una «forte incertezza per il futuro, l’impossibilità di coprire i costi fissi, vista la contrazione senza precedenti del fatturato, l’obbligo di investire nella propria azienda, in vista dell’adeguamento degli apparecchi alle variazioni di Preu e payout, e «la difficoltà di ottenere finanziamenti dagli istituti di credito.

 

PressGiochi