01 Ottobre 2020 - 03:03

Piemonte. Rossi (PD) propone petizione contro la modifica alla legge sul gioco

Siamo di fronte al momento più basso mai raggiunto della politica piemontese. Un comportamento scellerato della Giunta e della maggioranza disposte a tutto pur di compiacere lobby ed interessi particolari.

19 Giugno 2020

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Siamo di fronte al momento più basso mai raggiunto della politica piemontese. Un comportamento scellerato della Giunta e della maggioranza disposte a tutto pur di compiacere lobby ed interessi particolari. La forzatura del regolamento messa in atto in questi giorni dal centrodestra umilia ancora una volta l’assemblea regionale: oltre al contingentamento dei tempi della discussione sul cosiddetto omnibus, viene inserito un emendamento di giunta con cui si ripresenta, di fatto, la proposta di legge della Lega per modificare la legge sul gioco d’azzardo patologico al fine di far decadere gli obblighi di distanza degli apparecchi dai luoghi sensibili per tutti i gestori in possesso della licenza alla data di entrata in vigore della legge del 2016. Una norma, quest’ultima, votata all’unanimità che da quando è in vigore ha visto la riduzione del il gioco fisico del 9,7%, a fronte di un aumento del 1,6% nel resto d’Italia, e le perdite dei cittadini sono scese del 17,8%.

Lo abbiamo denunciato più volte, tornare ad una situazione ante legem sarebbe una scelta sciagurata, un azzardo clamoroso che, secondo gli esperti provocherebbe una nuova impennata di gioco problematico e patologico in una regione in cui si stimano già  50mila giocatori problematici, 38mila famiglie sono a rischio e 11mila ricorrono al monte dei pegni a causa della ludopatia (fonte osservatorio regionale usura e gioco azzardo).

 

Le modalità adottate per tentare la sortita, da colpo di mano, da raid a fari spenti, rendono tutta questa situazione ancora più inaccettabile. Le leggi e i regolamenti esistono per tutelare chi è più debole, in questo caso viene distorto favorendo chi già detiene la forza dei numeri: è l’ennesima prova dell’allergia al dialogo e alla democrazia di questo centrodestra. Sotto tiro sono finite sotto tiro, oltre alla legge sul gioco d’azzardo patologico, anche quella sulla caccia e alcuni aspetti di quella sulle cave. Un fuoco di fila senza precedenti per bypassare il lavoro in commissione e in aula per portare a casa i risultati nel minor tempo possibile e azzerando il confronto: come quei furbetti che vogliono sempre saltare la fila, ma qui, purtroppo, a saltare è la democrazia. Per quali obiettivi di rilevante importanza? La salute dei piemontesi? l’istruzione? Il lavoro? No, niente di tutto questo: una sola parola, vergogna!

 

Questo è uno di quei momenti in cui è importante far sentire la propria voce, resistere di fronte alle intemperanze di una destra sempre più spavalda: è un impegno che ho preso con i colleghi del gruppo del Partito Democratico e dell’intera opposizione, ma occorre che tutti facciano sentire la propria voce come hanno già fatto Libera Piemonte, Gruppo Abele, Benvenuti in Italia e altre associazioni e gruppi, o Gian Carlo Caselli che dalle pagine del Corriere della Sera ha evidenziato il valore del distanziometro nella lotta alla ludopatia. Per questo vi chiedo di firmare e divulgare la petizione #NONSTIAMOALGIOCO, per impedire che il centrodestra riporti le lancette dell’orologio indietro di tre anni.

 

 

PressGiochi