18 Agosto 2022 - 21:17

Piemonte. Libera: “Riaccensione slot nei bar, fatto grave”

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso una nota interpretativa alla legge sul Gioco d’Azzardo Patologico della Regione Piemonte, entrata in vigore lo scorso luglio, autorizza la reinstallazione degli apparecchi

17 Gennaio 2022

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L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso una nota interpretativa alla legge sul Gioco d’Azzardo Patologico della Regione Piemonte, entrata in vigore lo scorso luglio, autorizza la reinstallazione degli apparecchi da gioco anche nei BAR PRIVI DI LICENZA TABACCHI, previa titolarità di autorizzazione rilasciata dall’Agenzia stessa.
Un fatto grave – secondo l’Associazione Libera Piemonte che denuncia l’accaduto criticato anche da numerosi gruppi della minoranza in Consiglio regionale – che apprendiamo dagli organi di stampa e dal dibattito in Corso in Consiglio Regionale.

L’interpretazione, datata 4 gennaio, è in contrasto con le linee contenute nella nuova legge regionale, votata per cancellare il precedente impianto normativo che abbiamo difeso perché in grado di arginare la diffusione del gioco d’azzardo patologico.
Questa nota delle Agenzia delle Dogane e dei Monopoli cancella le rassicurazioni che abbiamo avuto dalla Regione Piemonte. La maggioranza a sostegno della nuova legge, infatti, ha escluso che gli apparecchi da gioco sarebbero stati riaccesi anche nei bar.

Ci siamo opposti a questa legge perché temevamo il proliferare delle slot machine nel territorio piemontese e, nostro malgrado, è ciò che sta accadendo.

Denunciamo, con forza, l’ennesimo atto che lede la salute dei cittadini piemontesi, perché il rischio che gli apparecchi da gioco vengano riaccesi anche nei bar – dopo aver rivisto la reinstallazione nelle tabacchie e la riapertura della sale – è altissimo.

L’attuale legge, come temevamo, favorisce l’espansione del gioco sul territorio piemontese, senza prevedere tutele per i soggetti fragili, senza un’azione seria contro le dipendenze (nessuno degli impegni di prevenzione disciplinato nella norma è ancora stato attuato), mettendo al primo posto gli interessi economici di un’unica categoria a discapito della salute dei cittadini e delle cittadine.

 

PressGiochi