21 Settembre 2020 - 21:04

Perugia e corsi formativi sul Gap. Patoia (Sapar): “L’educazione è la base da cui partire per sviluppare una cultura del gioco sano e responsabile”

Approvato all’unanimità presso l’amministrazione comunale di Perugia l’ordine del giorno presentato dal consigliere pentastellato Stefano Giaffreda per l’attivazione di progetti formativi  presso le Istituzioni  Scolastiche finalizzati  alla prevenzione , al

16 Giugno 2016

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Approvato all’unanimità presso l’amministrazione comunale di Perugia l’ordine del giorno presentato dal consigliere pentastellato Stefano Giaffreda per l’attivazione di progetti formativi  presso le Istituzioni  Scolastiche finalizzati  alla prevenzione , al contrasto  e alla riduzione del rischio  dalla dipendenza del gioco di azzardo, anche in attuazione della L.R. 21.11 2014, n. 21.

Dopo aver raccolto le dichiarazione positive del consigliere Giaffreda abbiamo ascoltato altri partecipanti all’incontro di Perugia.

Presenti all’incontro, allargato ad esponenti del Serd, psicologi e gestori dell’industria del gaming, anche i rappresentanti della Regione che hanno lavorato all’elaborazione della legge regionale: oltre l’Assessore Waguè, la Dott.sa Angela Bravi la Dott.ssa Migliarini e la Dott.ssa Covino responsabile del Sert era presente anche il Dott. Luca  Patoia Presidente Regionale Sapar Umbria e legale rappresentante Umbria Giochi  srl, il Dott. Riccardo Angeletti Presidente del Siipac Umbria.

 

Durante l’incontro la commissione ha preso atto di come la legge regionale sia stata attuata solo in parte a causa della mancanza di un decreto attuativo che ne permettesse l’attuazione ai comuni.

 

Tuttavia da parte di alcuni consiglieri è stata riproposta la possibilità di introdurre una limitazione agli orari degli apparecchi da intrattenimento, ma gli operatori presenti all’incontro hanno cercato di spiegare all’amministrazione come questa non sia la soluzione al problema della dipendenza da gioco. Primo fra tutti, il dr. Luca Patoia di Sapar Umbria che insieme al dr. Riccardo Angeletti ha presentato quello che è accaduto in molte province e comuni italiani dopo l’approvazione di divieti metrici, come a Bolzano, e limiti orari.

 

 

patoia“Non si possono fare le leggi senza conoscere il settore – ha chiarito Patoia a PressGiochi -. In regioni come quella del Trentino Alto Adige o quella della Lombardia l’introduzione di tali divieti non ha portato altro che alla proliferazione di strumenti di gioco diversi e non regolari come totem e giochi online con il risultato che il numero dei dipendenti da gioco non sia sceso affatto in questi mesi, anzi. Si spengono le slot e si attivano i dispositivi per il gioco online sul quale il controllore non può intervenire con il risultato però di non aver aumentato la tutela del giocatore che accede ugualmente al gioco.

Per quanto riguarda il problema del territorio, condividiamo il dato di fatto che ci siano persone che abusano del gioco e riteniamo fondamentale il ruolo che possono svolgere su questo aspetto i gestori di sala. Gli esercenti conoscono bene la propria clientela e riescono a sviluppare con essa un rapporto interpersonale, conoscono gli eventuali abusi che si possono fare dei prodotti di gioco. Noi già da cinque anni abbiamo segnalato la necessità di svolgere corsi di formazione sui quali la Regione sta lavorando oggi.

 

Tuttavia dobbiamo ricordarci che  proibizionismo non ha portato ad alcun risultato.

L’aspetto su cui si deve lavorare è l’educazione per la diffusione di una cultura di gioco sano e responsabile. Ho proposto per questo di fare un organo di controllo e lavorare per istruire al gioco le persone sin dalla più giovane età. Educare a giocare responsabilmente è l’aspetto fondamentale su cui si può intervenire contro la dipendenza”.

 

Presente all’evento anche il dr. Angeletti che ha spiegato alla commissione i vari livelli di rischio tra giocatori problematici e patologici. La dr.ssa Covino del Sert Umbria ha fatto sapere che in Regione nel 2015 sono state seguite 300 persone.

 

Infine, sulla questione di cui si discute a livello locale in queste settimane, ovvero l’organizzazione dei corsi di formazione per gli esercenti del gioco e sale dedicate sul personale preposto a fare questi corsi, Patoia ha dichiarato che servirebbe un “opuscolo informativo per spiegare la problematica nel dettaglio ad ogni singolo esercente: oggi i baristi sono nelle condizioni di totale caos perché la norma non chiarisce nel dettaglio i soggetti a cui si rivolgeranno i corsi e chi dovranno seguirli, ma ancor di più non chiarisce quali sono le professionalità adibite al loro svolgimento. Corsi rivolti ai baristi di slot ma non ai tabaccai che offrono ugualmente gioco. Serve una norma più chiara ed omogenea”.

PressGiochi

 

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