29 Luglio 2021 - 13:20

Perosino (FI) interroga il Viminale: “Salvaguardare gli oltre 150.000 lavoratori del comparto e garantire un congruo gettito erariale”

“Il gioco pubblico è fermo dal 13 marzo 2020 sull’intero territorio nazionale, e si registrano effetti economici preoccupanti per i concessionari, le piccole aziende della distribuzione e i relativi lavoratori.

02 Aprile 2021

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“Il gioco pubblico è fermo dal 13 marzo 2020 sull’intero territorio nazionale, e si registrano effetti economici preoccupanti per i concessionari, le piccole aziende della distribuzione e i relativi lavoratori. Oramai, la condizione di incertezza e difficoltà per gli oltre 150.000 lavoratori del comparto è aumentata maggiormente a causa di mancati riscontri istituzionali”.

La denuncia arriva da Marco Perosino di FI che ieri ha presentato in Senato una interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno per chiedere interventi per “salvaguardare gli oltre 150.000 lavoratori del comparto e garantire un congruo gettito erariale”.

 

“Il monito del Comitato XX (Prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria) della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, – scrive ancora Perosino – ha evidenziato attraverso diversi approfondimenti sul settore del gioco, l’esplosione dell’illegalità del comparto durante l’anno di chiusura dovuto all’emergenza sanitaria;

recentemente, è stata pubblicata la ricerca della Luiss Business School – IPSOS riguardante l’impatto della pandemia sul gioco legale, la quale ha evidenziato che le prime stime svolte fanno temere che l’aumento del mercato illegale potrebbe aver coinvolto fino a 4 milioni di giocatori e non tutti pienamente consapevoli;

questi dati sono confermati dall’episodio criminale accaduto al giornalista televisivo della trasmissione “Le Iene”, Antonino Monteleone, aggredito fisicamente dal gestore di una sala slot machine illegale a Napoli, nella zona di Agnano. Il servizio riportava come la sala svolgesse l’attività in maniera illecita eludendo anche il collegamento con i sistemi dei monopoli di Stato. Tale vicenda non fa altro che alimentare la frustrazione dei 150.000 lavoratori del gioco lecito, che da oltre 9 mesi sono costretti a rimanere fermi, dando un vantaggio enorme alle organizzazioni criminali. Pertanto, l’unica via per sconfiggere il proliferarsi di tali attività criminali è riaprire in sicurezza i punti del gioco legale”.

Perosino chiede quindi al Viminale di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere in considerazione per contrastare il fenomeno criminale legato al gioco illegale, nell’ottica di salvaguardare gli oltre 150.000 lavoratori del comparto e garantire un congruo gettito erariale.

 

 

PressGiochi