21 Maggio 2026 - 19:34

Pdl Comaroli (Lega) su divieto di pubblicità all’azzardo assegnato alla Comm. Finanze della Camera

La proposta di modifica all’articolo 43 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, presentata il 13 ottobre 2022 è stata recentemente assegnata alla Commissione Finanze della Camera per l’esame

27 Aprile 2026

La proposta di modifica all’articolo 43 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, presentata il 13 ottobre 2022 è stata recentemente assegnata alla Commissione Finanze della Camera per l’esame in sede referente.

“Negli ultimi anni, il fenomeno del gioco con vincite in denaro – ha affermato l’onorevole Comaroli della Lega in fase di presentazione del pdl –  ha assunto dimensioni rilevanti in Italia. La crescita esponenziale del settore, testimoniata dall’aumento della raccolta da 15,5 miliardi a oltre 80 miliardi di euro dal 2003 a oggi, è accompagnata da un incremento preoccupante del numero di giocatori abituali e, soprattutto, di soggetti a rischio o già affetti da ludopatia. Si stima che circa 15 milioni di italiani partecipino regolarmente al gioco d’azzardo, con milioni di persone esposte a forme di dipendenza comportamentale.

La proposta normativa parte proprio da questa evidenza: il gioco d’azzardo non è un semplice intrattenimento, ma può trasformarsi in una patologia riconosciuta a livello internazionale, con gravi conseguenze economiche, sociali e psicologiche. La ludopatia incide in maniera particolare sulle fasce più vulnerabili della popolazione, spesso già colpite da difficoltà economiche. In questi casi, il gioco viene percepito come una possibile via di riscatto, ma si traduce frequentemente in un ulteriore aggravamento della condizione finanziaria, fino al sovraindebitamento e, nei casi più estremi, a situazioni di grave disagio sociale.

Un elemento centrale della proposta è il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, relativa ai giochi con vincite in denaro, sia sui canali radiotelevisivi sia sulle piattaforme digitali. L’obiettivo è interrompere il meccanismo che alimenta la domanda attraverso messaggi promozionali spesso aggressivi e pervasivi, analogamente a quanto già avvenuto in passato per il tabacco.

Il parallelismo con le politiche antifumo non è casuale. Così come la pubblicità delle sigarette è stata progressivamente limitata per tutelare la salute pubblica, anche il gioco d’azzardo viene considerato un comportamento potenzialmente dannoso, il cui incentivo mediatico dovrebbe essere regolamentato in modo stringente. Secondo i sostenitori del provvedimento, la riduzione dell’esposizione pubblicitaria potrebbe contribuire a contenere l’ingresso di nuovi giocatori e a limitare le ricadute nei soggetti già vulnerabili.

La questione assume anche una dimensione economica. Se da un lato il settore genera un gettito erariale significativo, dall’altro i costi sociali e sanitari legati alla cura della dipendenza da gioco sono estremamente elevati, stimati tra i 5 e i 6 miliardi di euro annui. A questi si aggiungono gli effetti indiretti, come l’aumento dei casi di usura e indebitamento familiare, che gravano ulteriormente sul sistema sociale”.

 

PROPOSTA DI LEGGE
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Art. 1.
(Modifica all’articolo 43 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208)
1. Al comma 1 dell’articolo 43 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 208, dopo la lettera d) è inserita la seguente:
« d-bis) è vietata qualsiasi forma di comunicazione commerciale audiovisiva, diretta o indiretta, che induca all’acquisto di prodotti di giochi con vincite in denaro o alla partecipazione ad attività di gioco, anche on line, comunque denominate, finalizzate alla riscossione di somme di denaro, la cui vincita sia determinata esclusivamente dal caso ».
Art. 2. (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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