27 Settembre 2020 - 21:21

Pavia. Buco da 500mila euro nei conti di due centri Snai

Un ammanco di mezzo milione di euro nei conti dei due punti Snai di Pavia. È l’esito degli accertamenti decisi a dicembre dagli stessi amministratori della società che gestisce le agenzie chiuse ormai da più di tre mesi. La conclusione delle verifiche è approdata anche in procura, sul tavolo del sostituto Giovanni Benelli, con un esposto in cui si ipotizzano le accuse di appropriazione indebita e di furto.

31 Marzo 2015

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Un ammanco di mezzo milione di euro nei conti dei due punti Snai di Pavia. È l’esito degli accertamenti decisi a dicembre dagli stessi amministratori della società che gestisce le agenzie chiuse ormai da più di tre mesi.

La conclusione delle verifiche è approdata anche in procura, sul tavolo del sostituto Giovanni Benelli, con un esposto in cui si ipotizzano le accuse di appropriazione indebita e di furto. In altre parole, il denaro delle slot machine o delle scommesse potrebbe essere stato sottratto da qualcuno che lavorava all’interno delle agenzie o comunque non versato nelle casse della società.

Non sono però neppure esclusi errori di contabilizzazione, visto che i movimenti di denaro all’interno delle agenzie scommesse (che hanno un fatturato di circa 35 milioni di euro l’anno) avvengono per lo più in contanti. Inoltre l’ammanco, secondo il lavoro fatto da quattro commercialisti che hanno impiegato quasi due mesi ad esaminare la contabilità delle agenzie, riguarderebbe un periodo di quattro anni. E questo rende le indagini della procura ancora più complesse.

La difficoltà a ricostruire la contabilità e ad accertare le eventuali responsabilità nella sparizione del denaro è anche l’intreccio con il dramma che coinvolse, verso la fine di ottobre dello scorso anno, il direttore di una delle due sedi, morto suicida a 51 anni sotto un treno a Torricella Verzate. Dall’inchiesta aperta dalla procura per istigazione al suicidio (erano state trovate alcune lettere in cui si parlava di presunte minacce ricevute dall’uomo) non sarebbero però emersi elementi di collegamento con gli accertamenti di carattere contabile. Resta, però, la coincidenza temporale. I controlli sui conti della società furono infatti avviati poco tempo dopo la morte del direttore. A dicembre arrivò la decisione di chiudere i punti Snai. Una chiusura per ferie, ufficialmente, come indicato dai cartelli che i clienti trovarono esposti all’ingresso delle due agenzie. Fu la stessa società, attraverso l’ufficio stampa a riferire, delle verifiche avviate sulla contabilità: «Sono controlli interni e la chiusura è temporanea».

Snai aveva anche ribadito che non avrebbe lasciato «una città importante come Pavia». Da dicembre, però, i dipendenti sono ancora a casa, anche se, secondo indiscrezioni, sarebbero in corso trattative per riaprire a breve le due agenzie, ora che le verifiche sono terminate. Ancora tutte da sviluppare, invece, le indagini della procura per accertare le eventuali responsabilità nel “buco” della contabilità.

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