15 Luglio 2026 - 00:03

Patassini (Lega): «Sul gioco servono legalità, responsabilità e più cultura digitale»

«Il 46% dei cittadini possiede competenze informatiche minime: è un dato che ci dice quanto il Paese debba ancora investire sul digitale». È questo il punto di partenza dell’intervento dell’on.

01 Luglio 2026

«Il 46% dei cittadini possiede competenze informatiche minime: è un dato che ci dice quanto il Paese debba ancora investire sul digitale». È questo il punto di partenza dell’intervento dell’on. Tullio Patassini, intervenuto nel corso dell’incontro Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione, promosso nell’ambito dell’Osservatorio sul gioco pubblico.

Patassini ha richiamato i risultati dell’indagine sull’intelligenza artificiale svolta dalla Camera dei deputati, sottolineando come la ricerca abbia restituito un quadro positivo dell’utilizzo dell’AI da parte delle imprese, ma abbia al tempo stesso evidenziato un significativo divario nelle competenze digitali della popolazione. «Vorrei ricordare un dato interessante. L’indagine sull’AI fatta alla Camera dei deputati ha dato una lettura delle imprese che utilizzano queste tecnologie, ma ha anche evidenziato che il 46% dei cittadini possiede competenze informatiche minime. Questo ci dà il senso di quanto dobbiamo ancora investire sul digitale», ha affermato.

Il deputato ha poi collegato il tema della digitalizzazione al dibattito sul gioco pubblico, osservando che la scelta tra gioco online e gioco in presenza dipende anche dalla cultura e dalla consapevolezza dei cittadini. «È chiaro che il fatto che il gioco venga praticato online o in sala dipende anche dalla cultura di ciascuno. L’impresa del gioco deve operare in maniera legale e socialmente responsabile», ha sottolineato.

Nel suo intervento Patassini ha inoltre richiamato il valore della regolamentazione del comparto, evidenziando come le esperienze storiche dimostrino i limiti di approcci proibizionistici. «La storia del proibizionismo ci insegna l’importanza di considerare questo settore come un’industria affidata a soggetti competenti e rispettosi delle regole. Come accade per tutti gli argomenti più delicati, spesso nessuno vuole affrontarli fino in fondo, ma è proprio su questi temi che è necessario avere il coraggio di aprire un confronto serio e responsabile», ha concluso.

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