04 Agosto 2020 - 04:57

Pasquini (Sapar): “Con il divieto alla pubblicità si dirottano capitali all’estero e si torna a colpire le slot”

“Sono passati giorni densi di polemiche e contromosse. Il nuovo esecutivo si è inventato il divieto assoluto di pubblicità per i giochi con vincita di denaro da applicare a tutti

12 Luglio 2018

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“Sono passati giorni densi di polemiche e contromosse.

Il nuovo esecutivo si è inventato il divieto assoluto di pubblicità per i giochi con vincita di denaro da applicare a tutti i media (compresi i banner luminosi dentro le strutture sportive), giornali, internet ed alle sponsorizzazioni di squadre sportive.

Un divieto – commenta Luca Pasquini di Sapar Toscana – applicato a tutto il territorio nazionale, ma di fatto inapplicabile ai medesimi canali di comunicazione appena si supera il confine, con l’inevitabile conseguenza che quando guarderemo una partita della Premier o della BundesLiga osserveremo comunque i banner a bordo campo sciorinare spot di scommesse e lotterie.

Anzi, sarà molto probabile che le società concessionarie dirotteranno il proprio budget pubblicitario all’estero, aggirando la norma in questione e portando inevitabilmente capitali e tasse fuori dal confine italiano.

Io non sono contrario alla pubblicità sul gioco.

Lo sono per il proibizionismo.

Sarebbe sufficiente limitare ed organizzare la distribuzione solo sui canali dedicati e soprattutto individuare fasce orarie veramente ristrette per i canali generalisti, non dimenticando che esiste ed è in vigore il DL Balduzzi.

Ma l’esecutivo ha deciso di percorrere questa strada, facendosi paladino della lotta alla dipendenza da gioco (??).

Questa determinazione ha scatenato un’alzata di scudi da varie parti: editori, giornalisti, squadre sportive, lega calcio e lega basket.

Fin qui è comprensibile.

 

Lo è un po’ meno quando si comincia a correggere il tiro, scientemente, dirottando l’attenzione sull’unico settore che non si pubblicizza ma che è vessato continuamente, quello delle slot.

 

Si è arrivati a sostenere che le aziende che non potranno più sponsorizzare i propri prodotti, subiranno una contrazione economica con possibilità di perdita di posti di lavoro e di mancato gettito erariale.

Mai dire una cosa del genere al governo!!

 

Alza subito le orecchie e si mette in cerca di risorse ulteriori per il ripianamento delle (ipotizzate ma non provate) mancate entrate erariali.

 

Dove le scova queste nuove risorse? Non certo dalle slot dicevamo.

 

Le slot sono state ripetutamente colpite negli ultimi 24 mesi.

 

Invece qualche infido suggeritore, addentro alle concessionarie del gioco ha girato talmente bene la frittata disegnando uno scenario apocalittico tanto da indurre il governo a prendere l’unico provvedimento che nessuno di noi auspicava: un nuovo aumento di prelievo e quindi una ulteriore riduzione dei ricavi.

 

I nostri posti di lavoro e la sopravvivenza delle nostre aziende – si chiede Pasquini – non sono importanti?

Oltretutto l’on Di Maio è anche ministro del lavoro e così discrimina i lavoratori.

 

Si toglie nuovamente al settore, impotente di fronte a tanta arroganza e mentre i gestori di slot dovranno vedersela con una nuova instabilità economica, le grandi concessionarie continueranno ad incrementare il loro profitti proprio in virtù di una legge che le limiterà solo in territorio italiano ma che rientreranno almeno dalla finestra televisiva ed oltretutto passeranno da società virtuose che rispetteranno la legge nel nome di una lotta all’azzardopatia, dipendenza creata dai LORO prodotti ma fatti passare come normalità e presidio di legalità.

Come nel passo di manzoniana memoria, ci ritroviamo ad essere guardati con fare sospettoso ed additati al grido “dagli all’untore…”

E la conseguenza è che ci puniscono sempre e solo mettendoci le mani nel portafoglio”.

 

 

PressGiochi