28 Settembre 2020 - 21:00

Partite Iva. A gennaio tornano a crescere le nuove attività nel settore giochi e scommesse (+58%)

Sono in totale 89 le nuove attività connesse al settore delle lotterie, scommesse e case da gioco che nel primo mese del 2015 hanno preso il via in Italia. Secondo i dati del Ministero dell’economia e Finanze, questo dato si discosta del + 58,93% rispetto a dicembre 2014.

11 Marzo 2015

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Sono in totale 89 le nuove attività connesse al settore delle lotterie, scommesse e case da gioco che nel primo mese del 2015 hanno preso il via in Italia. Secondo i dati del Ministero dell’economia e Finanze, questo dato si discosta del + 58,93% rispetto a dicembre 2014. Tuttavia, se paragonato a primo mese dell’anno scorso si registra un segno negativo con un -15,24%. Questi dati risentono notevolmente delle nuove norme introdotte dalla legge di Stabilità.

A livello generale, la flessione nel numero di aperture osservata nel mese di gennaio è stata influenzata dalla clausola prevista dalla stessa legge di stabilità per il 2015 che, insieme all’introduzione del nuovo regime forfettario, consentiva alle partite IVA in essere al primo gennaio 2015, di continuare ad operare con il ‘vecchio regime’. E’ quindi probabile che diversi soggetti abbiano anticipato l’apertura della partita IVA entro la fine del 2014 (novembre e dicembre), ritenendo il regime allora in vigore più vantaggioso per la propria attività, facendo conseguentemente registrare un calo a gennaio 2015.

Solo successivamente, il 1° marzo 2015, con l’entrata in vigore del decreto “milleproroghe2”, viene consentito in via transitoria per tutto il 2015 l’adesione al vecchio regime fiscale di vantaggio, per i soggetti che ne abbiano i requisiti.

 

A livello generale, a gennaio 2015 sono state aperte 56.717 partite Iva ed in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si è registrata una flessione del 29,7%, in controtendenza rispetto ai mesi di novembre e dicembre 2014, nei quali si erano registrati aumenti significativi.

Nel primo mese del 2015, tra le nuove partite iva di cui sono titolari persone fisiche si è rilevato un discreto numero di adesioni al nuovo regime forfetario (10.708 soggetti), introdotto dalla legge di stabilità per il 2015 in sostituzione del preesistente regime fiscale di vantaggio.

La distribuzione per natura giuridica mostra che la quota relativa alle persone fisiche nelle aperture di partita Iva si attesta al 71,3% del totale, quella delle società di capitali al 20,5% e quella delle società di persone al 7,5%.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 43,7% delle partite iva avviate a gennaio è localizzato al Nord, il 21,6% al Centro ed il 34,6% al Sud ed Isole.

La classificazione per settore produttivo fa rilevare che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva con oltre il 25% del totale, seguito dalle attività professionali con il 12,4%, e dall’edilizia e dall’agricoltura, entrambe poco al di sotto del 10%.

La ripartizione relativa alle persone fisiche, mostra una sostanziale stabilità, con il 66,1% delle nuove partite Iva al genere maschile. Il 40,3% è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 39% da soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente mese del 2014 la distribuzione per classi di età evidenzia flessioni di aperture decrescenti con l’aumentare dell’età: dal -47,4% per la classe compresa “fino a 35 anni”, al -20,5% per la quella degli “oltre 65 anni”. Il significativo calo nella fascia di età al di sotto dei 35 anni, che segue i forti aumenti registrati nei mesi di novembre e dicembre, può essere anch’esso dovuto alla novità normativa sul regime forfetario, tenuto conto che il vecchio regime di vantaggio poteva essere mantenuto anche oltre i cinque anni da soggetti giovani, fino al compimento del 35° anno di età.

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