02 luglio 2020
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Paglia (Sel) contro le scommesse sulla serie D: presentata risoluzione in Commissione

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Paglia (Sel) contro le scommesse sulla serie D: presentata risoluzione in Commissione

Gli onorevoli Paglia e Giordano presentano una risoluzione direttamente in Commissione per chiedere che tutti gli eventi dei campionati dilettanti di serie «D» e di quelli giovanili vengano eliminati dai palinsesti dell’Agenzia del monopolio di Stato.

Come spiega Paglia, si tratta di due settori delicati in quanto riguardanti minori, nei quali lo Stato deve sempre garantire che l’interesse sociale prevalga su quello affaristico-economico.

Nella risoluzione, che riprende l’interrogazione presentata alcune settimane fa, e si ricorda l’inchiesta della magistratura del maggio 2015 dalla quale era emerso che presidenti, allenatori, manager, calciatori, imprenditori italiani ed esteri delle società calcistiche della serie «D» dilettantistica, della Lega pro (ex serie «C») e di serie «B» erano stati al centro di uno degli ultimi scandali delle partite truccate dei campionati di calcio italiani.

“La Federcalcio (Figc), parte lesa nel relativo processo, a mezzo del suo presidente Carlo Tavecchio in quell’occasione, aveva dichiarato che: «Quando le scommesse sono state allargate alla serie “D” io dissi, pur non essendo consultato, che era un gravissimo errore e oggi i risultati li vedono tutti […] cinque – sei anni fa la scommessa era un reato. Il giorno in cui si è entrati nell’ottica che la scommessa non è reato porta a far sì che ognuno si debba prendere le proprie responsabilità», palesando una evidente posizione di contrarietà nei confronti di chi ha invece insistito perché il mondo rischioso del calcio-scommesse invadesse anche il delicato settore del calcio dilettantistico;

a questa voce autorevole avevano, nel, frattempo, fatto eco altrettante di personaggi del mondo sportivo e giudiziario come Abodi, presidente Lega serie B, Gianni Rivera, presidente Figc, settore scolastico e Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, il quale, in una intervista rilasciata al quotidiano « Il Mattino» ha affermato il suo «stop alle puntate sulle partite dei dilettanti» e che quello che era accaduto «…era prevedibile. Subito dopo l’analoga inchiesta di Cremona assistemmo a una levata di scudi e si diffuse un generale sentimento di indignazione, cui però non seguirono azioni concrete e utili a creare gli anticorpi necessari ad un sistema malato».

 

Due anni or sono, nonostante il mondo del calcio professionistico fosse ciclicamente investito da scandali, il Governo italiano, attraverso il Ministero competente, ha deciso, nonostante il parere contrario della Federazione italiana gioco calcio, di estendere la pratica del gioco delle scommesse al settore dilettantistico, determinando il coinvolgimento di un mondo già di per sé esposto agli interessi delle organizzazioni criminali locali, nazionali e internazionali.

Ma da quando è entrata in vigore la norma che ha consentito l’inserimento della serie «D», cioè del calcio dilettantistico, nei palinsesti dell’Agenzia del monopolio di Stato invece di una contrazione vi è stato un aumento dei casi di manipolazione organizzata come l’inchiesta «Dirty soccer» ha poi dimostrato;     inoltre, a dimostrazione dell’inopportunità di estendere le scommesse a questo delicato settore del calcio italiano, frequentato da giovanissimi e da minorenni, vi è stata la necessaria modifica dell’articolo 6 del codice di giustizia sportiva che ha ampliato il divieto di scommettere ai calciatori dilettanti; la norma federale attualmente in vigore prevede che i tesserati del settore dilettantistico e del settore giovanile non possono effettuare scommesse relativamente a gare delle competizioni in cui militano le loro squadre; modifica, tra l’altro, alquanto aleatoria visto che si pronostica sulla serie «D» dal 10 ottobre 2016 e tale norma è stata inserita solo in questi giorni a ridosso del torneo giovanile di Viareggio.

Da quando si è diffuso questo fenomeno di scommesse illegali,- ha concluso Paglia – il calcio dilettantistico ha praticamente visto inquinare la sua meritoria funzione di leva, trasformandosi di fatto in uno strumento di capitalizzazione dell’economia mafiosa nazionale e internazionale, penalizzando fortemente la diffusione di una sana cultura e pratica sportiva tanto che l’obiettivo dei presidenti non è più quello di investire sul conseguimento di traguardi agonistici, quanto quello di strutturare un «capitale» funzionale a dinamiche meramente di imprenditoria finanziaria”.

PressGiochi

 

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