21 Aprile 2026 - 12:27

Pagamenti, la vera partita nella nuova era dei giochi

Nel nuovo assetto del mercato italiano del gioco, segnato da una regolamentazione più stringente e da una crescente integrazione tra rete fisica e canale digitale, il tema dei pagamenti elettronici

03 Aprile 2026

Nel nuovo assetto del mercato italiano del gioco, segnato da una regolamentazione più stringente e da una crescente integrazione tra rete fisica e canale digitale, il tema dei pagamenti elettronici assume un ruolo sempre più centrale. Non si tratta soltanto di garantire transazioni rapide e sicure, ma di costruire un’infrastruttura capace di sostenere un modello realmente omnicanale, in cui online e retail dialogano senza soluzione di continuità.

In uno scenario in cui la compliance è un prerequisito e l’esperienza utente un fattore competitivo decisivo, gli operatori di pagamento sono chiamati a evolvere: devono coniugare tracciabilità e fluidità, innovazione tecnologica e presidio normativo, gestione del contante e soluzioni digitali avanzate. Cerchiamo di scoprire come si sta muovendo il mercato insieme ad un professionista dei sistemi di pagamento e gaming, Fabrizio Bergamaschi, SVP Gaming Global Multichannel in Nuvei.

Fabrizio Bergamaschi, SVP Gaming Global Multichannel in Nuvei

“Un operatore di pagamenti che voglia vincere nel nuovo mercato italiano del gioco spiega Bergamaschi – deve puntare con decisione sull’omnicanalità. Significa offrire un’unica infrastruttura capace di gestire in modo coerente online e rete fisica, garantendo la stessa esperienza per il giocatore e lo stesso livello di controllo per operatori e regolatori. Questo approccio diventa ancora più rilevante in Italia, dove retail e digitale convivono. La chiave è diversificare i metodi di pagamento e di prelievo, permettendo al giocatore di depositare e incassare sia online sia offline – carte, bonifici istantanei, wallet e metodi alternativi – mantenendo tracciabilità, sicurezza e compliance. In sintesi, vince chi riesce a unire più canali e più metodi di pagamento su un’unica piattaforma, migliorando conversione, velocità dei pagamenti e rispetto delle regole senza complicare l’esperienza utente”.

Quanti saranno, secondo il suo punto di vista, i principali operatori dei pagamenti destinati a entrare nel nuovo mercato del gaming italiano e a dividersi le quote più rilevanti?

“Credo che il mercato italiano dei pagamenti per il gaming resterà concentrato su un numero limitato di operatori con competenze verticali, capaci di gestire al tempo stesso compliance, antifrode e complessità operativa. Non è un settore in cui bastano tecnologia o prezzo: servono esperienza regolatoria e presenza consolidata nel comparto.

Il mercato sta evolvendo: vediamo una crescente diffusione di metodi di pagamento alternativi alle carte, che stanno guadagnando quote sempre più rilevanti. Il nostro approccio resta pragmatico: laddove questi strumenti raggiungano una massa critica, siamo pronti a integrarli rapidamente nella nostra piattaforma per offrire agli operatori la massima copertura e flessibilità”.

Uno degli obiettivi principali dei moderni sistemi di pagamento elettronico è trovare un equilibrio tra sicurezza e facilità d’uso: procedure troppo complesse scoraggiano gli utenti, mentre controlli insufficienti espongono a rischi. Nel gioco online, quanto è determinante raggiungere questo equilibrio per garantire un’esperienza fluida senza rinunciare alla protezione?

“Nel gaming online trovare l’equilibrio tra sicurezza e semplicità d’uso è determinante: se l’esperienza è troppo complessa l’utente abbandona, se i controlli sono insufficienti aumentano rischi e non conformità. Per questo una customer experience il più possibile frictionless è sempre stata al centro del nostro lavoro.

Negli anni abbiamo investito molto su soluzioni come la tokenizzazione delle carte, che evita al giocatore di reinserire ogni volta i dati, e su flussi di deposito one-click che permettono di ricaricare senza uscire dalla sessione di gioco, mantenendo al contempo tutti i controlli necessari su sicurezza e identità.

La nuova sfida, soprattutto in mercati come quello italiano, è rendere più semplice e lineare anche l’esperienza legata al contante e ai canali fisici: depositi e prelievi devono essere intuitivi e veloci per l’utente, ma pienamente tracciati e conformi alle richieste del regolatore. L’obiettivo resta lo stesso: garantire massima protezione senza compromettere la fluidità dell’esperienza di gioco”.

In base alla sua esperienza, quanto incidono gli attriti legati ai pagamenti e alla gestione del contante nel percorso di crescita di un operatore online?

“L’impatto degli attriti legati ai pagamenti e alla gestione del contante varia molto in base al tipo di operatore. Gli operatori puramente online, spesso internazionali entrati nel mercato italiano, non dispongono di una rete fisica di supporto per i depositi e quindi si concentrano soprattutto su carte, wallet e bonifici. Per loro la sfida principale è ottimizzare conversione e velocità dei pagamenti digitali.

Diverso il caso degli operatori locali, che gestiscono reti di 2.000–3.000 punti fisici e in molti casi raccolgono tramite il canale retail oltre il 50% dei volumi legati all’online. Per questi operatori gli attriti su contante, riscossioni e riconciliazioni possono incidere in modo significativo sulla crescita. Trovare una soluzione che sia allo stesso tempo semplice per l’utente e pienamente conforme alla regolamentazione diventa quindi vitale: se il processo è complesso o poco integrato, si rischiano perdita di volumi, inefficienze operative e una peggiore esperienza per il giocatore”.

A che punto è il mercato dei pagamenti nei confronti della realizzazione di un futuro realmente phygital in cui i due canali sia veramente integrati?

“Il mercato dei pagamenti è già a uno stadio avanzato verso un modello realmente phygital, ma la piena integrazione tra online e rete fisica sta accelerando proprio ora. Molti operatori tecnologici sono già pronti dal punto di vista infrastrutturale: le piattaforme consentono di gestire depositi, prelievi e riconciliazioni su più canali con un’unica vista sul cliente e sui flussi, mantenendo coerenza nei controlli e nella tracciabilità.

In Italia, la nuova regolamentazione ha di fatto accelerato questo percorso, spingendo gli operatori a integrare meglio i canali per garantire conformità, trasparenza e una gestione più efficiente dei pagamenti. Il risultato è che il phygital non è più una prospettiva futura, ma un’evoluzione già in atto: chi riesce a unire rete fisica e digitale in modo fluido e conforme avrà un vantaggio competitivo significativo nei prossimi anni”.

La compliance regolatoria è uno dei fattori decisivi per operare nel mercato italiano.
Quanto sono pronti, oggi, i sistemi di pagamento sotto il profilo normativo e quali requisiti faranno davvero la differenza per competere nel nuovo scenario?

“Ancora una volta la tecnologia corre più veloce della burocrazia. Oggi esistono già soluzioni e funzionalità in grado di rispondere alle principali richieste del regolatore, sia in fase di deposito sia di prelievo, e sia per l’online puro sia per i canali fisici: tracciabilità completa dei flussi, strumenti di identificazione dell’utente, controlli antifrode e monitoraggio delle transazioni in tempo reale sono ormai componenti standard delle piattaforme più evolute.

Per un payment service provider è fondamentale anticipare queste esigenze normative e incorporarle nei propri sistemi prima ancora che diventino obblighi formali. Negli anni abbiamo visto che funzionalità sviluppate per un singolo Paese vengono poi adottate anche da altre giurisdizioni: avere una visione globale del mercato del gaming e delle sue evoluzioni regolatorie rappresenta quindi un vantaggio competitivo importante, perché consente di adattarsi più rapidamente ai nuovi requisiti e supportare gli operatori in modo continuo e conforme”.

 

Cristina Doganini – PressGiochi

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