Nell’ambito di Enada Rimini 2026 si è discusso di “Pagamenti digitali e iGaming: guidare la crescita nel nuovo mercato dei giochi”, un confronto che ha messo al centro il ruolo
Nell’ambito di Enada Rimini 2026 si è discusso di “Pagamenti digitali e iGaming: guidare la crescita nel nuovo mercato dei giochi”, un confronto che ha messo al centro il ruolo sempre più strategico dei sistemi di pagamento nell’evoluzione del settore. Tra i protagonisti del dibattito, Francesco Crudo ha evidenziato come innovazione, tracciabilità e integrazione tra canali rappresentino leve decisive per lo sviluppo del comparto, sottolineando al contempo l’importanza della compliance come fattore di crescita e non come mero costo operativo.
Francesco Crudo ha evidenziato come il settore del gioco sia da tempo al centro dell’attenzione della UIF, che lo individua tra quelli maggiormente esposti ai rischi di utilizzo del denaro a fini di riciclaggio. Proprio per questo, gli operatori sono ormai abituati a confrontarsi con normative stringenti in materia di antiriciclaggio, ulteriormente rafforzate oggi da controlli più incisivi sui pagamenti e da un elevato livello di tracciabilità, che rappresenta una peculiarità del sistema italiano.
Secondo Crudo, il mercato si sta evolvendo verso un ecosistema integrato, in cui operatori diversi sono chiamati a coesistere con l’obiettivo di rendere l’esperienza del cliente il più semplice possibile, pur nella consapevolezza che non sarà identica a quella attuale. In questo contesto, il tema dei wallet assume un ruolo centrale: non solo strumenti finanziari, ma anche soluzioni di identificazione digitale, integrabili con una molteplicità di servizi. Un’evoluzione che richiede, tuttavia, piena conformità sia alle normative del settore gioco sia a quelle del comparto finanziario.
Crudo ha inoltre sottolineato come la convergenza tra canale digitale e fisico non debba essere demonizzata. Nel 2024, in Italia, le transazioni digitali hanno superato quelle in contanti, pur senza eliminare il ruolo di quest’ultimo, che resta rilevante. Il contante, ha osservato, comporta costi spesso sottovalutati, così come esistono costi anche per il digitale, seppur generalmente inferiori. Un esempio concreto riguarda le commissioni sostenute dai gestori di apparecchi da gioco per il deposito del contante. In prospettiva, l’introduzione dell’euro digitale rende necessario iniziare a riflettere anche sull’utilizzo dei wallet in modalità offline.
Sul fronte della formazione e della compliance, Crudo ha ricordato come gli intermediari finanziari siano soggetti a molteplici livelli di controllo, con presidi pensati per tutelare il consumatore e garantire la sicurezza dei dati, che transitano attraverso canali protetti. In questo ambito si inseriscono anche sistemi avanzati di identificazione e pagamento, che contribuiscono a rafforzare i controlli.
Infine, un passaggio chiave riguarda il concetto di compliance, che – ha sottolineato Crudo – non deve essere considerata un costo, bensì un investimento. Il vero costo, infatti, è rappresentato dalle sanzioni previste dalla normativa antiriciclaggio, spesso molto elevate, come dimostrano i casi che hanno coinvolto alcuni PVR. Al contrario, le risorse destinate alla formazione e all’innovazione tecnologica costituiscono investimenti strategici. Per quanto riguarda i pagamenti, inoltre, i relativi costi non gravano direttamente sugli operatori di gioco, ma sui sistemi di pagamento.
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