24 Settembre 2020 - 23:02

Ostracismo bancario verso i gestori: l’Antitrust scrive ad AS.TRO e apre istruttoria

L’orientamento degli istituti di credito operanti in Italia è – sul gioco lecito – noto a tutti gli operatori. Tutti i gestori di apparecchi leciti, infatti, hanno avuto una esperienza

07 Luglio 2015

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L’orientamento degli istituti di credito operanti in Italia è – sul gioco lecito – noto a tutti gli operatori.

Tutti i gestori di apparecchi leciti, infatti, hanno avuto una esperienza diretta o indiretta circa l’impatto che l’oggetto della loro attività ha suscitato nei rapporti bancari e assicurativi.

Disdetta dei contratti di conto corrente, e in alcuni casi addirittura blocco preventivo (in attesa del perfezionamento del recesso volontario da parte degli istituti), per non parlare del rifiuto di rinnovo di fideiussioni scadute, o di mantenimento di polizze in corso.

Sicuramente le non facili condizioni economiche, in cui alcune aziende del settore versano, possono aver mutato la valutazione di rischio del comparto, ma AS.TRO è convinta, invece, che abbiano ragione gli impiegati bancari che in modo zelante “hanno fatto capire” a tanti gestori che “la Banca non vuole il gioco lecito”: troppo lavoro sulle procedure anti-riciclaggio, troppe “grane” in sede di marketing, agevole strumentalizzazione esterna della “sbandierata” etica dell’istituto, e soprattutto diversificazione del rischio (i grandi Istituti già finanziano i concessionari di gioco, meglio lasciar perdere i gestori di apparecchi che lavorano su mandato del concessionario).

Le modalità “a dir poco alteranti” l’equilibrio di un settore sino ad ora adottate, quindi, sono adesso al vaglio dell’Autorità preposta, di cui si allega la formale istanza di apertura di istruttoria ed invito ad esibire evidenze documentali rivolta ad AS.TRO.

Si rinnova l’invito a tutti i gestori a rappresentare per iscritto la loro esperienza sull’argomento, raccogliendo, ove possibile, documenti e informazioni di dettaglio.

L’indagine non restituirà – subito – la dignità del gestore calpestata da chi ha equiparato il gioco lecito al traffico di armi e droga, ma almeno potrà avviare un percorso di “revisione” dell’attuale clima di “demonizzazione” in cui l’operatore è costretto a lavorare.

 

PressGiochi

 

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