10 Agosto 2020 - 12:40

Orvieto: approvato Piano per il contrasto al gioco d’azzardo patologico

Secondo le linee guida del Piano regionale 2019/2021 per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo, la Giunta Comunale di Orvieto ha approvato il piano attuativo della

08 Luglio 2020

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Secondo le linee guida del Piano regionale 2019/2021 per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo, la Giunta Comunale di Orvieto ha approvato il piano attuativo della Zona Sociale 12 denominato “Conoscere le regole del gioco” composto dal piano dell’area promozione e prevenzione e dal piano attuativo dell’area inclusione, finanziato nell’ambito del fondo istituito dal Ministero della Salute per il contrasto al gioco d’azzardo patologico e per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione alle persone che ne sono affette (GAP).

Tale fondo ha assegnato alla Regione Umbria per l’annualità 2017, la somma complessiva di 674.709,26 euro, di cui 22.519 euro estinati al Comune di Orvieto (capofila) per l’attuazione la realizzazione delle azioni per l’area “promozione e prevenzione” (8.569 euro) e per le azioni  relative all’area “inclusione” (13.950 euro).

 

Secondo il “Piano regionale 2019-2021 per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo”, che stabilisce i soggetti destinatari delle risorse – aziende USL e Comuni capofila delle Zone sociali – nonché le modalità di utilizzo dei fondi, ogni zona sociale definisce il piano attuativo coerente con il piano regionale.

 

“Per quanto riguarda la Zona Sociale n. 12, di cui Orvieto è capofila – spiega l’Assessore alle Politiche e Servizi Sociali, Angela Maria Sartini – per l’area promozione e prevenzione si porrà attenzione in particolare alla fascia giovane della popolazione facilitando la diffusione dei progetti di promozione della salute nelle scuole. ‘Pensiamo positivo’, ‘Unplugged’ e ‘YAPS’ finalizzati a promuovere le competenze personali e le capacità di analisi critica e di autonomia, al fine di incidere sugli stili di vita e prevenire i comportamenti a rischio. Nello specifico:

– ‘Pensiamo positivo’, rivolto alla scuola dell’infanzia e primaria, fino alla secondaria di primo grado, è basato sullo sviluppo delle life skills ossia di quelle abilità cognitive, emotive e relazionali basilari, che consentono ai beneficiari di crescere con competenza sia sul piano individuale che su quello sociale;

– ‘Unplugged’ (staccare la spina) è rivolto invece alla scuola secondaria di primo grado ed è centrato in maniera specifica sulla prevenzione all’uso di tabacco, alcol ed altre sostanze tra gli adolescenti e si basa sul modello dell’Influenza Sociale e l’Educazione Normativa;

– ‘YAPS – Young and peer school’, infine, è rivolto alla scuola secondaria di secondo grado in cui viene proposta l’educazione tra pari quale approccio tendente alla responsabilizzazione dei ragazzi, alla trasmissione di informazioni e conoscenze, ad incoraggiare la partecipazione e lo sviluppo di una coscienza critica. Il progetto YAU – Young Angles Umbria intende incrementare e diffondere attività di informazione, ascolto e aggregazione rivolte ai giovani in contesti extrascolastici e on line, con la metodologia tra pari appunto. Il Piano prevede, inoltre, attività di informazione rivolte agli adulti, agli anziani e a gruppi vulnerabili specifici consolidando le reti di collaborazione con le associazioni”.

 

“Infine – prosegue l’assessore – altra iniziativa a cui verrà data ampia diffusione sarà la valorizzazione del marchio No Slot. Come è noto, la Regione ha istituito il marchio Umbria No Slot, che possono acquisire gli esercizi commerciali, i locali, i circoli privati, i pubblici esercizi ed altri luoghi deputati all’intrattenimento, che disinstallano o scelgono di non installare apparecchi per il gioco d’azzardo e/o altre tipologie di offerta di giochi d’azzardo.

Il Comune di Orvieto ha già aderito a questa iniziativa nel 2018 e tra le iniziative immediate vi è quella della ulteriore diffusione del marchio: il marchio rende visibili in modo immediato gli esercizi che vi aderiscono e ha una valenza sostanzialmente etica e simbolica, testimonia cioè l’adesione alla campagna contro la diffusione del gioco d’azzardo, intende formare un circolo virtuoso tra i soggetti che vi aderiscono e consente ai cittadini di riconoscere e scegliere un esercizio libero dall’offerta di giochi d’azzardo. La diffusione del marchio si associa ad iniziative di sensibilizzazione ed informazione nell’ambito delle comunità locali, con la finalità di incidere sulla cultura collettiva: in questo ambito di azione è fondamentale lo sviluppo di collaborazioni stabili con le associazioni attive nel territorio”.

“Particolare attenzione sarà poi rivolta alla fascia di popolazione in età avanzata – conclude – uno dei gruppi particolarmente vulnerabili rispetto al rischio di incorrere in forme problematiche di gioco d’azzardo che possono avere conseguenze altamente negative come debiti, marginalità sociale, rischio di comportamenti illegali, autolesionismo. In questa parte di programmazione molto importante sarà il lavoro di rete tra il Comune di Orvieto e il Centro di riferimento per il trattamento del disturbo da gioco d’azzardo della Asl”.

“Per quanto attiene l’area ‘inclusione’, infine, sarà di fondamentale importanza il raccordo tra il Comune e Asl per definire modelli di lavoro integrato; il programma terapeutico individuale che verrà elaborato per ogni utente farà riferimento, infatti, a tutte le sue dimensioni di vita, ricomprendendo necessariamente anche gli obiettivi ed interventi di profilo sociale. Per tale motivo saranno fondamentali i corsi di formazione congiunta rivolti agli operatori dei servizi Asl e dei Servizi sociali dei Comuni che hanno lo scopo di costituire una équipe formata per ciascuna zona sociale.

Il Piano 2019-2021 si avvia ora e prevede una durata triennale. L’attuazione del Piano coinvolge oltre che la Regione ed i Comuni capofila, le Aziende USL ma l’elemento caratterizzante è il pieno coinvolgimento delle Zone sociali, le Associazioni ed il Terzo Settore, con il supporto di ANCI Umbria”.

 

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