23 Settembre 2020 - 18:48

Nuoro. Convegno sul GAP. Pirrello (Agge): “L’introduzione di nuove slot machine non garantirà la riduzione del gioco patologico”

Si è svolto a Nuoro il convegno “Gioco d’Azzardo Patologico-GAP dalla Neurobiologia Sperimentale alla Clinica”. L’iniziativa promossa nell’ambito del progetto NeuroGAP finanziato dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio

13 Maggio 2016

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Si è svolto a Nuoro il convegno “Gioco d’Azzardo Patologico-GAP dalla Neurobiologia Sperimentale alla Clinica”. L’iniziativa promossa nell’ambito del progetto NeuroGAP finanziato dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha il patrocinio di Università degli Studi di Cagliari.

Moltissimi i relatori “tecnici” in particolare della ASL e del Serd, presente anche il presidente di Agge Sardegna Francesco Pirrello.

“L’evento di oggi è mirato ad affrontare un problema che sta emergendo anche nella nostra città – ha dichiarato Rosalba Cicalò-direttore Serd Asl Nuoro– c’è sicuramente un incremento del problema, sono convinta che noi vediamo solo la punta dell’iceberg. Non abbiamo delle statistiche precise, ma sicuramente c’è un aumento dei giocatori patologici, sono molte le famiglie che vengono da noi. La fascia prevalente è quella dai 30-60 anni, il giocatore viene sempre in seconda battuta, sono prima i familiari a bussare alle nostre porte”.

 

“Il fenomeno del gioco patologico coinvolge anche gli operatori – ha dichiarato Francesco Pirrello presidente dell’Agge Sardegna –. Anche se dobbiamo ricordare che la nostra associazione è stata la prima ad avviare una serie di progetti volti a informare i giovani e i soggetti più a rischio sul fenomeno, siamo stati i primi ad entrare nelle scuole con un progetto pilota, a realizzare un convegno con la dottoressa Daniela Capitanucci (AND) e con le istituzioni, quando ancora nessuno si occupava di questo rischio, eccezion fatta per il Serd di Sassari, per questo sento il dovere di ringraziare la dr.ssa Danila Grazzini che ha collaborato con noi. Purtroppo, con il tempo, gli interessi economici hanno prevalso sui fatti. Noi di Agge avevamo iniziato questo lavoro addirittura nel periodo dei videopoker poi lo Stato con la scusa della legalità e della sicurezza ha introdotto le newslot senza tuttavia raggiungere i risultati che avevano legittimato quella decisione.

nuoro1Oggi stanno usando la stessa tattica di allora, stanno facendo lo stesso errore. Partendo dal presupposto che le attuali macchine non sono sicure e che creano patologia le vogliono sostituire. Agge, memore di questa operazione già fatta in passato nel 2004 con i videopoker, auspica che non accada quello che è successo in passato, che le macchine oggi in vigore finiscano per essere meno rischiose e meno illegali di quelle che verranno introdotte, le mini vlt.

Alla fine, – conclude Pirrello – nel tentativo beffardo di illudere l’opinione pubblica che il cambiamento serve anche per ridurre il rischio patologia , in realtà si nascondono, oggi come ieri, gli intenti economici delle multinazionali.  Ogni cambiamento crea disagi professionali e sociali più di quanto non dovrebbe, e i gestori si trovano ogni anno a causa della legge di stabilità di pagare più tasse e a dover investire senza averne le capacità”.

 

 

serpelloniPresente all’evento il prof. Giovanni Serpelloni, ex direttore del Dipartimento politiche antidroga e oggi a capo dell’Asl Verona, che ha avuto modo di presentare varie strategie di intervento contro il gambling tra cui uno strumento messo a punto per la creazione di una sorta di ‘intelligenza artificiale’ da introdurre nelle macchine per individuare i giocatori problematici e disincentivarli con particolari alert.

 

 

Nel corso del convegno si è parlato dell’influenza delle location di gioco nel produrre dipendenza, tanto più pericolosi quanto più chiusi ed isolati dall’esterno. Si è parlato anche di pubblicità e del fatto che vige a livello statale una contrapposizione enorme tra il governo che da un lato mira a ridurla e dall’altro impone ai concessionari negli stessi schemi di convenzione di devolvere una parte delle loro entrate proprio alla comunicazione.

 

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