29 Settembre 2020 - 12:04

Nevola (La Sentinella): “Proibire il gioco equivale a lasciare il campo libero alla criminalità organizzata e al gioco irregolare”

Oggi possiamo dire che quanto affermiamo ormai da anni viene finalmente avvalorato anche da una decisione delle istituzioni. Il Tribunale amministrativo regionale di Bolzano ha emesso una sentenza che conferma

01 Novembre 2016

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Oggi possiamo dire che quanto affermiamo ormai da anni viene finalmente avvalorato anche da una decisione delle istituzioni.

Il Tribunale amministrativo regionale di Bolzano ha emesso una sentenza che conferma quanto stiamo sostenendo da tempo: la normativa provinciale in vigore, che vieta quasi totalmente il gioco legale in provincia di Bolzano, ha un effetto negativo.

 

Il commento alla sentenza del giudice amministrativo di Bolzano arriva dal Luigi Nevola presidente dell’associazione culturale La Sentinella.

“Proibire il gioco lecito – continua Nevola – sull’intero territorio equivale a lasciare il campo libero alla criminalità organizzata e al gioco irregolare; vale a dire che questa legge, come sosteniamo da tempo, favorisce la crescita del gioco d’azzardo illegale, nonché l’aumento del numero dei giocatori d’azzardo patologici e il peggioramento delle loro condizioni esistenziali.

Quello di oggi è un ottimo risultato, ma non consideriamo la guerra contro l’illegalità e l’irregolarità vinta. Abbiamo vinto solo una prima piccola battaglia.

Purtroppo, dovendo combattere anche contro le istituzioni, che dovrebbero essere il nostro maggiore alleato, come la provincia e la politica provinciale, ci siamo dovuti rivolgere ai giudici del Tar.

Abbiamo contribuito fornendo la documentazione all’Avv. Geronimo Cardia, affinché le nostre ragioni potessero essere tenute in considerazione dalle istituzioni, poiché i numerosi tentativi fatti in campo politico istituzionale per far comprendere i concetti frutto della nostra ricerca e del nostro lavoro non erano stati accolti e ascoltati in alcun modo.

Sarebbe auspicabile – conclude – non dover ricorrere in futuro ai giudici, ma poter contribuire al bene comune attraverso le vie della ragione e del confronto, come la vera politica insegna”.

PressGiochi