13 Maggio 2021 - 14:54

Neri (Anci): “Gioco d’azzardo patologico, serve un’analisi multidisciplinare per comprenderlo”

Questa mattina – scrive il sindaco di Piergine Valdarno Simona Neri – si è svolta in modalità videoconferenza l’inaugurazione del corso di formazione sul Gioco d’Azzardo Patologico promosso dall’Università di

16 Aprile 2021

Print Friendly, PDF & Email

Questa mattina – scrive il sindaco di Piergine Valdarno Simona Neri – si è svolta in modalità videoconferenza l’inaugurazione del corso di formazione sul Gioco d’Azzardo Patologico promosso dall’Università di Siena.

È stato un enorme piacere portare il mio contributo accanto al Presidente di Anci Biffoni, il Magnifico Rettore Frati, il Prefetto di Siena Maria Forte ed il Questore Capuano.

Ringrazio molto per questo invito e per la possibilità di ripercorrere alcune tappe del tavolo di Anci Toscana che ormai da 5 anni coordina tanti Sindaci nell’approfondimento e nel contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Gioco d’azzardo patologico: come hanno detto in premessa il Professor Perini ed i relatori che mi hanno preceduto, occorre una analisi multidisciplinare per comprendere un fenomeno che davvero è complesso e che quantomeno coinvolge, oltre all’ambito sanitario, gli uffici delle politiche sociali delle Istituzioni Locali, le Forze dell’Ordine e tutto il mondo del Terzo Settore che ha un ruolo determinante anche sul fronte della sensibilizzazione e della riabilitazione sociale delle persone che cadono in questa grave problematica.

L’obiettivo di Anci, oltre a quello di fornire un supporto amministrativo/burocratico agli Enti è quello di diffondere la cultura del gioco sano, del gioco sociale e questo lo facciamo anche e soprattutto grazie al piano di contrasto regionale che Anci coordina attraverso i bandi pubblici ed il conseguente affidamento di risorse in ambito di prevenzione, di sensibilizzazione, cura ed anche monitoraggio delle policy. Il mondo dell’azzardo è in continua evoluzione ed anche le fasce di popolazione reagiscono e ne vengono coinvolte diversamente a seconda che si parli di minori, di donne, di persone sotto la soglia di povertà, di persone fragili. Per intendersi, il periodo stesso del lockdown ha visto modificare le abitudini di gioco portando il gioco d’azzardo online a triplicare il gettito rispetto a 5 anni fa. E così, a fine 2020 il bilancio dell’online è circa di 44 miliardi, al lordo. Tutt’altro è accaduto al gioco cosiddetto “fisico”: è diminuito di più della metà, scendendo sui 25-26 miliardi.

A marzo del 2017 in Anci Toscana abbiamo messo a punto e distribuito presso tutte le Amministrazioni Comunali toscane una “bozza tipo” di Regolamento sul Gioco Lecito. E’ stato un primo importantissimo segnale partito dalla sensibilità di molti amministratori. Il regolamento comunale consente agli Enti Locali di inserire ulteriori luoghi sensibili all’interno dei propri territori dai quali mantenere la distanza di 500mt per l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro, oltre ai locali di proprietà comunale, oratori, biblioteche, musei, giardini pubblici, ospedali, ambulatori medici, centri di primo soccorso, centri di recupero psichico e motorio, case di cura, strutture ricettive per categorie protette, fermate del pubblico trasporto, sportelli bancari o bancomat, agenzie di prestiti e pegni, “compro-oro”. E’ proprio di questi giorni la pronuncia del Consiglio di Stato su due ricorsi contro i Comuni di Casciana Terme Lari e Prato dove un parco pubblico ed una palestra associata Coni sono stati conclamati “luoghi sensibili” e quindi hanno consentito ai Comuni di negare le concessioni per l’apertura di due nuovi punti gioco in questi territori.

In questo momento sono referente per Anci Nazionale all’interno dell’Osservatorio Nazionale dove, oltre a svolgere funzione propositiva e di supporto nei riguardi dell’organo legislatore nazionale e quindi di collaborazione nella stesura e nell’individuazione di regole quadro nazionali che consentano di gestire il comparto del “gioco lecito”, ribadiamo l’importanza dell’autonomia decisoria ai Comuni che ultimi, nella filiera istituzionale, si trovano a far fronte alla gestione di un problema scio-sanitario molto complesso.

Credo che questo corso sia davvero lodevole, negli ultimi 20 anni la distribuzione del gioco d’azzardo è divenuta capillare, pervenendo a interessare 238 mila punti di vendita sull’intero territorio nazionale. Dopo l’introduzione delle slot machine nei pubblici esercizi e poi con le sale VLT, i Comuni hanno via via registrato degli effetti negativi per la cittadinanza (in particolare per i minori) e per l’ordinato svolgimento della convivenza civile.
Le autorità purtroppo continuano a sostenere la tesi che l’incremento e la diversificazione dell’offerta dei giochi pubblici d’azzardo abbia come effetto la sottrazione di target di mercato all’offerta di giochi illegali. E’ dimostrato che non è così, per esempio, per il rilascio delle autorizzazioni attraverso la corruzione di pubblici funzionari è stata già riscontrata. E ne sono derivate autorizzazioni concesse anche a soggetti “ineleggibili” perché contigui o apparentati con esponenti legati alla criminalità. Oltre alla scarsa capacità di controllo-ispezione sulle strutture per il gioco d’azzardo, va denunciato che le risorse organizzative e professionali sono troppo poche. E le verifiche tecniche sono complesse, elaborate, onerose. Così una larga percentuale (almeno il 10%) degli apparecchi automatici restano fuori da ogni serio accertamento.

Vi ringrazio anche per aver creato questa occasione di condivisione e confronto che mi auguro, con l’aiuto dei Sindaci, possa rappresentare un nuovo slancio, magari rilanciando anche l’approvazione del nostro Regolamento all’interno dei Consigli Comunali, Friedman e Savage lo scrissero nel 1948: un individuo manifesta maggiore propensione al rischio in termini di denaro, quanto meno ricchezza egli possegga. E oggi con l’avvento improvviso e drammatico della crisi economica indotta dal blocco delle attività (resosi necessario per fronteggiare l’epidemia di Covid-19) l’esposizione al rischio di gioco d’azzardo, capillarmente diffuso, può comportare effetti di esclusione sociale di portata incalcolabile e comunque molto drammatici.

Ancora complimenti per questa iniziativa al Magnifico Rettore dell’Università di Siena Dott. Frati ed un buon lavoro a tutti i docenti ed agli iscritti.

PressGiochi