17 settembre 2019
ore 19:05
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Napoli. Chiacchio (AGSI): “La nuova ordinanza non porta nulla, bisogna rivedere il regolamento”

Continuano i problemi degli operatori del settore dei giochi di Napoli, la nuova ordinanza promossa dall’assessore Enrico Panini infatti, non solo non ha migliorato le condizioni dei lavoratori, ma è sembrata anche molto distante dalle richieste della filiera promettendo poco (o niente) in cambio della caduta dei ricorsi. “L’ordinanza ci sta penalizzando fortemente e l’occupazione del settore sta subendo un colpo durissimo- ha commentato a PressGiochi il presidente dell’AGSI (Scommesse) Pasquale Chiacchio -. Se esistevano dei numeri sulla ludopatia ci saremmo regolati di conseguenza, ma i dati sono vaghi e non esistono studi reali, queste limitazioni ci penalizzano senza poi portare a nulla di concreto. Dall’approvazione del regolamento sono passati ...
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Continuano i problemi degli operatori del settore dei giochi di Napoli, la nuova ordinanza promossa dall’assessore Enrico Panini  infatti, non solo non ha migliorato le condizioni dei lavoratori, ma è sembrata  anche molto distante dalle richieste della filiera promettendo poco (o niente) in cambio della caduta dei ricorsi.

 

“L’ordinanza ci sta penalizzando fortemente e l’occupazione del settore sta subendo un colpo durissimo- ha commentato a PressGiochi il presidente dell’AGSI (Scommesse) Pasquale Chiacchio -. Se esistevano dei numeri sulla ludopatia ci saremmo regolati di conseguenza, ma i dati sono vaghi e non esistono studi reali, queste limitazioni ci penalizzano senza poi portare a nulla di concreto. Dall’approvazione del regolamento sono passati infatti molti mesi e non esistono prove della sua efficacia”.

 

“La nuova ordinanza oltretutto sembra ancora più assurda- prosegue Chiacchio- perché chiede di eliminare ogni contenzioso quando noi stessi avevamo proposto di far cadere tutti i ricorsi, ma a patto che il comune ci fosse venuto incontro sulle nostre proposte cosa che non è accaduta. Abbiamo chiesto ai nostri associati  di non sottoscrivere l’ordinanza non perché vogliamo fare la guerra all’amministrazione, ma perché le proposte erano ragionevoli. Per esempio per quanto riguarda l’ippica, settore che già sta con l’acqua alla gola, noi con gli orari attuali perdiamo quasi tutta l’attività giornaliera, come facciamo a vendere i nostri prodotti? Nella nostra idea proponevamo comunque di rimanere nelle 56 ore settimanali e di spezzare l’orario tenendo conto dei tempi scolastici per evitare il gioco minorile”.

 

“Continueremo comunque a discutere e trattare con l’amministrazione perché noi siamo per la legalità e siamo anche favore della riduzione dei punti gioco dato che esistono troppe agenzie e questo eccesso fa vivere tutti male-conclude Pasquale Chiacchio- siamo persone serie e lavoratori onesti, l’unica cosa che vogliamo è fare il nostro lavoro. Noi siamo per le regole, regole che tengano in vita le aziende non farle morire”.

 

PressGiochi

 

 

 

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