Questa mattina, venerdì 14 novembre 2025, presso l’Hotel Majestic di Napoli, si è tenuto il convegno organizzato dall’AGSI – Associazione Gestori Scommesse Italia dal titolo “Giochi legali: la lentezza delle
Questa mattina, venerdì 14 novembre 2025, presso l’Hotel Majestic di Napoli, si è tenuto il convegno organizzato dall’AGSI – Associazione Gestori Scommesse Italia dal titolo “Giochi legali: la lentezza delle riforme, ritardi e danni”. L’iniziativa ha puntato i riflettori sulla situazione attuale del comparto, evidenziando ritardi normativi e conseguenze negative per le imprese operanti nel settore dei giochi legali.
Pasquale Chiacchio, presidente AGSI, ha sottolineato la necessità di regole chiare e certe: “L’assenza di regole certe causa il proliferare del mercato illegale. Anche gli organi di governo ne sono consapevoli ma si fa poco o niente. Noi chiediamo che questo processo per portare a compimento la riforma del settore a livello nazionale avvenga quanto prima con regole chiare e certe così che gli operatori possano investire e lavorare con tranquillità. Il mercato legale produce 12 miliardi per le casse dello Stato, mentre il mercato parallelo fattura molto e se si riuscisse a combattere l’illegalità, il Governo potrebbe recuperare risorse importanti. È necessario sedersi tutti attorno a un tavolo, come è stato fatto in Campania, dove è in vigore quella che è considerata la migliore legge che regolamenta il settore. Solo con un confronto sano, costruttivo e condiviso si possono raggiungere risultati a tutela della parte sanitaria, politica e imprenditoriale, e restituire il giusto valore a un comparto che offre numerose opportunità di lavoro. Inoltre, è fondamentale aggiustare la comunicazione: spesso noi operatori veniamo demonizzati, quando invece rispettiamo le regole dello Stato”.
Durante l’evento, Francesco Urraro, vice presidente del Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato, ha evidenziato l’approccio multidisciplinare necessario per affrontare il settore: “Qui oggi c’è un approccio multidisciplinare rispetto a un tema frammentato, dove le competenze non sono solo legislative statuali, ma anche regolamentari, comunali e degli enti locali. Non si tratta solo di norme: il tema intreccia questioni economiche, sociali e sanitarie, come le patologie connesse alla ludopatia. Questa occasione è preziosa perché mette insieme mondo istituzionale, associativo, economico e sociale, permettendo di analizzare lo stato dell’arte legislativo e proporre modifiche d’intesa con il Governo”.
Ad intervenire anche Massimo Cilenti, presidente della Commissione Politiche sociali del Comune di Napoli, ha posto l’accento sulla necessità di distinguere tra operatori legali e illegali: “Chi è riconosciuto ha delle regole da rispettare, mentre chi non ne ha fa quello che vuole, rappresentando oggi probabilmente circa il 70 per cento del movimento e agendo in danno degli operatori sani. Le istituzioni devono far emergere l’attività illegale per garantire la legalità e tutelare chi opera nel rispetto delle norme”.
L’avvocato Stefano Sbordoni ha parlato del rischio illegalità e delle nuove norme per il gioco online che impongono dei limiti di ricarica in contanti presso i PVR. «Se lasciamo degli spazi vuoti – creati da una normativa o una regolamentazione non adeguata – questi vengono immediatamente occupati, e sappiamo bene che nel gioco l’illegalità è rapidissima a inserirsi.
Esiste un regolamento Ue del 2024, che entrerà in vigore nel 2027, e che fissa a 10mila euro per operazione il limite massimo per l’utilizzo del contante; i singoli Paesi possono però adottare limiti inferiori e in Italia, come noto, il limite è fissato a 5mila euro. Sul fronte del riordino dei giochi pubblici – in particolare per quanto riguarda la raccolta da remoto – il legislatore ha stabilito un limite di 100 euro a settimana per le ricariche dei conti online. Dalle discussioni parlamentari emerge che tale scelta risponde a esigenze di tracciabilità, ma ha creato imbarazzo tra gli operatori e rischia di produrre l’effetto opposto: favorire la fuga verso l’illegale o, comunque, alimentare ulteriormente il gioco illegale.»
Il convegno ha voluto rappresentare non solo un momento di riflessione, ma anche un laboratorio di idee per promuovere un settore troppo spesso demonizzato, che genera migliaia di posti di lavoro e contribuisce ogni anno con oltre 12 miliardi di euro alle casse dello Stato.
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