30 Gennaio 2023 - 02:02

Mondiali in Qatar: tra polemiche, divieti e nuovi modi di scommettere

Dalla scorsa domenica, gli occhi di mezzo mondo sono puntati sul Qatar, piccola lingua di terra in gran parte desertica che si allunga sul Golfo Persico partendo dall’Arabia Saudita, per

25 Novembre 2022

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Dalla scorsa domenica, gli occhi di mezzo mondo sono puntati sul Qatar, piccola lingua di terra in gran parte desertica che si allunga sul Golfo Persico partendo dall’Arabia Saudita, per seguire la 22ima edizione della Coppa del Mondo di Calcio.

E’ la prima volta per un paese arabo; è la prima volta che si gioca in autunno/inverno; è la prima volta che una nuova metropoli è stata appositamente creata per l’evento: Lusail, situata a 23 km a nord della capitale Doha.

Già dalla prima partita, quella che ha visto la squadra di casa perdere contro l’Ecuador, questa edizione si è preannunciata eccezionale in tutti i sensi, con gli occhi del mondo che osservano come il rigido apparato legislativo locale, di stampo prettamente islamico, si sta approcciando agli usi e consumi dei tifosi provenienti da Occidente.

Le polemiche non sono mancate: dai sospetti di corruzione all’arretratezza del Paese sui diritti civili, in primis quelli delle donne e della comunità Lgbt, con il ritiro dei cappellini arcobaleno alle donne all’ingresso dello stadio per la partita dei mondiali con gli Stati Uniti. Passando poi alle condizioni di sfruttamento dei lavoratori per costruire i modernissimi stadi di questo torneo, per i quali sarebbero morti circa 6500 operai. Fino alle polemiche più banali dei tifosi a pagamento e degli stadi dove ‘si moriva di freddo’.

Per rispondere ai requisiti di candidatura il Qatar ha dovuto cambiare molte leggi, tra cui quelle dell’immigrazione, del lavoro e degli investimenti esteri. Ma restano in piedi tante piccole e grandi restrizioni di ordine sociale che riguardano ad esempio l’abbigliamento, i comportamenti in pubblico (sono proibiti i baci sugli spalti), l’uso di bevande alcoliche (è vietato bere birra o alcolici alla faccia dell’accordo milionario firmato dallo sponsor Budweiser), rispetto alle quali bisogna aggrapparsi al sottile filo della tolleranza, che però rende l’applicazione della norma più incerta e soggettiva.

In questo discorso è ovviamente compreso il tema delle scommesse sportive.

Potrà un cittadino straniero collegarsi al proprio providers e puntare liberamente, tramite smartphone o tablet, senza incorrere in guai?

I dubbi sono legittimi in quanto il codice penale del Qatar definisce gioco d’azzardo ‘qualsiasi gioco in cui la probabilità di guadagno e di perdita dipende dalla fortuna e non da fattori controllati e ciascuna parte si impegna a dare l’importo di denaro al vincitore”. Chiunque sia coinvolto in pratiche illegali di gioco è minacciato di passare tre mesi dietro le sbarre e pagare una multa di 3.000 QAR (825 dollari USA). Se le attività di gioco illegale sono svolte in pubblico, la multa è di 6.000 QAR e sei mesi di reclusione. Bisognerà quindi prestare molta attenzione.

Il mondo delle scommesse, ovviamente corre parallelo a quello degli eventi sportivi e inevitabilmente per ogni bookmaker l’evento dei mondiali di calcio resta un appuntamento imperdibile. Aldilà del fatto che giocare d’azzardo in Qatar sia consentito o meno, ogni Stato ha cercato di non farsi trovare impreparato all’evento.

Dal Belgio, la cui commissione per il gioco ha ricordato agli operatori i loro doveri in vista della Coppa del Mondo FIFA 2022, alla Francia, dove l’ARJ, l’Autorité Nationale des Jeux ha pubblicato nuove linee guida su bonus e premi nell’ambito della sua revisione del marketing del gioco d’azzardo per garantire la trasparenza commerciale e la tutela dei consumatori.

 

In Italia, gli operatori sono stati invece impegnati per l’aggiornamento del nuovo protocollo scommesse, introdotto in seguito all’entrata in vigore del nuovo regolamento scommesse, pubblicato in gazzetta ufficiale il 28 settembre scorso. Novità che potrebbero modificare il comportamento di molti giocatori e i bilanci di bookmaker e sale scommesse. L’attenzione si sta concentrando, in particolare, sul cash out, sulla riduzione della puntata minima e sull’errore materiale del bookmaker.

Si tratta delle nuove opportunità offerte dal cosiddetto ‘cash out’ e dalla ‘asian handicap’.

Nel primo caso, il bookmaker può offrire a chi ha fatto una puntata su una serie di eventi, di interrompere la scommessa prima che si siano svolti tutti gli eventi in questione riconoscendogli una parte della vincita maturata fino a quel momento. Per esempio, facendo una puntata sui risultati di sei diversi incontri sportivi, lo scommettitore vince una certa quota se si verificano tutti i risultati pronosticati. Con il cash out, lui potrà uscire dopo che si sono svolti (per esempio) cinque dei sei eventi: anziché avere un sestuplo della posta, che potrebbe vincere se anche il sesto incontro finisse come da lui pronosticato, avrebbe solo un quintuplo, ma non rischierebbe di perdere tutto nel caso che l’ultimo incontro andasse diversamente da come l’ha previsto.

L’altra tipologia di scommessa introdotta, già diffusa in Estremo Oriente e per questo definita ‘asian handicap’, prevede di potere vincere somme diverse a seconda di quanto un pronostico si avvicina al risultato reale. Nel caso di un incontro di calcio, anziché puntare sulla semplice vittoria di una delle due squadre, lo scommettitore indica anche con quanti gol quella squadra dovrebbe, secondo lui, vincere. Nel caso che il pronostico si realizzi solo parzialmente (per esempio, vincerà la squadra sulla quale ha puntato lo scommettitore ma con una diversa quantità di gol) gli sarà riconosciuta una somma inferiore.

Altro motivo di soddisfazione per gli operatori, ma che ha creato qualche perplessità tra i giocatori, riguarda la norma sugli errori materiali del bookmaker.

Riguarda quell’eventualità, non frequentissima ma nemmeno così rara, che un bookmaker pubblichi una quota che contiene un errore palese. Per esempio, se vuole offrire la quota di “1,30” su un determinato risultato, quando digita la cifra salta la virgola e la quota diventa “130”.

Finora, di fronte a scommettitori che pretendevano di riscuotere la vincita secondo la quota pubblicata, anche se palesemente fuori da ogni logica di mercato, i bookmaker hanno dovuto ricorrere a un tribunale. Che solitamente ha dato loro ragione. Come avviene per qualunque attività commerciale: se in un negozio trovo esposto un televisore con un cartellino del prezzo che riporta “20 euro”, mentre quel modello dappertutto costa tra i 200 e i 250 euro, è più che evidente che il commesso ha semplicemente dimenticato di aggiungere uno zero.

Novità che da una parte semplificano, dall’altra rendono più competitivo e allineato agli standard vigenti in Europa, il mercato italiano. Modifiche accolte sicuramente dal mercato tanto più in questa fase dove i giocatori italiani, pur non potendo tifare per i propri beniamini, non rinunciano a gustarsi i Mondiali facendo anche qualche scommessa.

PressGiochi

 

 

 

 

 

Fonte immagine: GettyImages