15 Gennaio 2026 - 03:26

Modena, il Consiglio di Stato conferma i limiti orari comunali sulle sale giochi: prevale la tutela della salute

Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell’ordinanza con cui il Comune di Modena ha introdotto limiti agli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco lecito, respingendo l’appello contro

08 Gennaio 2026

Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell’ordinanza con cui il Comune di Modena ha introdotto limiti agli orari di funzionamento degli apparecchi da gioco lecito, respingendo l’appello contro una precedente decisione del Tar Emilia-Romagna. Con la sentenza pronunciata dalla Quinta Sezione, i giudici amministrativi hanno ribadito l’ampia discrezionalità riconosciuta ai sindaci nella regolamentazione degli orari delle sale giochi e degli esercizi che ospitano apparecchi di cui all’articolo 110 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, quando tali misure siano finalizzate alla tutela della salute pubblica.

Al centro del contenzioso vi era l’ordinanza sindacale del marzo 2017 che aveva imposto, su tutto il territorio comunale, l’accensione degli apparecchi esclusivamente in due fasce orarie giornaliere – dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22 – per un totale di otto ore al giorno, comprese le festività. Il provvedimento era stato contestato ritenendo carente l’istruttoria e sproporzionata la compressione della libertà di iniziativa economica.

Il Consiglio di Stato ha invece ritenuto infondate le censure, sottolineando come l’amministrazione comunale avesse svolto un’adeguata attività istruttoria, anche in collaborazione con i servizi sanitari territoriali, dalla quale era emersa una situazione di criticità legata alla diffusione del disturbo da gioco d’azzardo nel territorio. Secondo i giudici, in una materia come quella delle dipendenze, è fisiologico fare ricorso anche a dati di tipo inferenziale e a valutazioni di carattere generale, purché riferite alla realtà locale.

La sentenza chiarisce inoltre che eventuali approssimazioni numeriche contenute negli atti amministrativi – come le stime sul numero dei giocatori problematici – non incidono sulla legittimità del provvedimento, trattandosi di elementi non decisivi rispetto all’obiettivo di regolamentare gli orari per finalità di prevenzione.

Quanto al principio di proporzionalità, la Quinta Sezione ha richiamato un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, secondo cui la limitazione dell’attività di gioco a un massimo di otto ore giornaliere rappresenta un sacrificio non eccessivo per gli operatori economici, soprattutto se bilanciato con l’esigenza di contrastare fenomeni di dipendenza. In questo senso, il Collegio ha richiamato anche precedenti decisioni della stessa Sezione e della Corte costituzionale, che riconoscono ai sindaci il potere di intervenire sugli orari delle sale giochi per ragioni di tutela della salute.

Respinta anche la doglianza relativa al presunto trattamento disparitario tra diverse tipologie di esercizi. Secondo il Consiglio di Stato, l’uniformità degli orari è giustificata dalla necessità di evitare lo spostamento dei giocatori da un esercizio all’altro in caso di discipline differenziate, vanificando così le finalità preventive del provvedimento.

PressGiochi