01 Ottobre 2020 - 18:53

Miraglia (Arci): “Ai nostri 5000 circoli chiediamo un impegno straordinario contro il gioco”

Sul gioco d’azzardo patologico (GAP) – dichiara Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci – la nostra associazione, negli ultimi mesi, è stata oggetto di polemiche strumentali, che potevano tuttavia trovare un

17 Luglio 2015

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Sul gioco d’azzardo patologico (GAP) – dichiara Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci – la nostra associazione, negli ultimi mesi, è stata oggetto di polemiche strumentali, che potevano tuttavia trovare un fondamento nell’assenza di una nostra iniziativa di carattere unitario e  nazionale.

Molti comitati, infatti, hanno avviato da tempo pratiche volte a monitorare e combattere il GAP, e a prendersi cura delle persone affette da questa patologia, anche con interventi di progressiva dismissione delle slot machine presenti in alcuni circoli.

Mancava un impegno visibile a livello nazionale. La nostra partecipazione alla campagna Mettiamoci in gioco è stata per un lungo periodo solo formale, senza un impegno diretto e un coinvolgimento della nostra associazione. Per raddrizzare questa situazione, nelle scorse settimane abbiamo realizzato un seminario informativo rivolto alla presidenza e a una rappresentanza ristretta dei comitati territoriali, individuando un nostro percorso condiviso, sempre all’interno della campagna Mettiamoci in gioco, che deve coinvolgere tutti i circoli Arci.

Un percorso che è stato discusso e approvato in presidenza e di cui è stato informato il consiglio nazionale nell’ultima sua riunione. Si tratta di un programma di interventi che fissa alcune iniziative territoriali con questi obiettivi specifici:

  1. prendersi cura di coloro che frequentano i nostri circoli e sono a rischio o già dipendenti dal gioco d’azzardo patologico, favorendo anche il ricorso alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale;
  2. monitorare la presenza di slot machines negli spazi gestiti da circoli Arci, condividendo con i comitati e i gruppi dirigenti  un regolamento per disciplinare gli spazi per il gioco d’azzardo e limitare così eventuali forme patologiche;
  3. ridurre progressivamente il numero di slot machine nelle nostre basi associative fino alla completa dismissione, proprio in considerazione dei rischi connessi alla loro presenza e in collaborazione con i gruppi dirigenti locali e regionali dell’associazione. Intendiamo pubblicare le informazioni relative alla nostra campagna, segnalando tutte le iniziative realizzate a livello locale e nazionale, nonché l’evolversi delle dismissioni all’interno della rete dei circoli, per dare visibilità al nostro impegno;
  4. promuovere, ove possibile in collaborazione con ASL ed enti locali, corsi di formazione per operatori e dirigenti sul gioco d’azzardo, la patologia ad esso connessa e i metodi per rilevarla,  avviando in tal modo un processo di standardizzazione e condivisione degli interventi di cura per le  persone coinvolte.

Per questo, abbiamo deciso di allegare al certificato di adesione all’Arci, che i quasi 5000 nostri circoli devono sottoscrivere, in occasione della nuova campagna di tesseramento che partirà in autunno, una lettera della presidenza nazionale che spiega il senso e i contenuti della campagna, chiedendo a tutti i presidenti e ai gruppi dirigenti della nostra base sociale un impegno straordinario contro il gioco d’azzardo patologico.

È dunque – conclude il vicepresidente – un impegno importante quello che tutti insieme ci siamo assunti e che rende chiaro quanto l’Arci abbia preso sul serio questa battaglia e come intende procedere per renderla operativa”.

PressGiochi